2 giugno 2020
Aggiornato 12:00
Giustizia | Vicenda Bnl-Unipol

Bnl-Unipol, Berlusconi rischia nuovo rinvio a giudizio

La procura di Milano infatti ha cambiato linea decidendo di chiedere processo per l'ex premier aderendo così alla prospettiva indicata dal gip Stefania Donadeo: Rivelazione di segreto per la pubblicazione della telefonata di Fassino

MILANO - Silvio Berlusconi rischia domani un nuovo rinvio a giudizio nell'ambito della vicenda Bnl-Unipol. La procura di Milano infatti ha cambiato linea decidendo di chiedere processo per l'ex premier aderendo così alla prospettiva indicata dal gip Stefania Donadeo che aveva imposto l'imputazione coatta per rivelazione di segreto d'ufficio in relazione alla pubblicazione su Il Giornale della telefonata tra Piero Fassino e Giovanni Consorte in cui l'allora segretario dei Ds diceva al numero uno di Unipol: «Abbiamo una banca?».

Fin qui la procura aveva sempre sostenuto l'archiviazione per l'impossibilità di avere elementi sufficienti a sostenere l'accusa in tribunale. Adesso in invece davanti all'iniziativa del gip alla quale è seguita la fissazione per domani mattina dell'udienza preliminare da parte del gup Maria Grazia Domanico, il capo della procura Edmondo Bruti Liberati e il pm Maurizio Romanelli hanno deciso di adeguarsi.
Domani in udienza Romanelli chiederà al gup di rinviare a giudizio l'ex premier che il 24 dicembre del 2005 ricevette nella residenza di Arcore il file con la conversazione intercettata che non era stata ancora trascritta e messa a disposizione delle parti.

I difensori di Berlusconi lunedì riproporranno l'eccezione di competenza territoriale già proposta e bocciata dal gip. Niccolò Ghedini e Piero Longo sosterranno che il fascicolo va trasmesso all'autorità giudiziaria di Monza nel cui distretto rientra Arcore. Secondo i legali infatti l'episodio al centro della causa è rimasto da solo e non vi sarebbe più alcuna connessione con le responsabilità degli altri 3 imputati sui quali aveva deciso il gip con un processo con il rito abbreviato e due patteggiamenti. Paolo Berlusconi editore de Il Giornale sarà invece processato a gennaio per concorso in rivelazione di segreto d'ufficio, ricettazione e millantato credito. Nelle stessa vicenda è indagato Maurizio Belpietro direttore del quotidiano di via Negri all'epoca dei fatti ma sui fatti a lui contestati sta per scattare la prescrizione.

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