4 febbraio 2023
Aggiornato 16:00
Politica & Giustizia

Bnl Unipol, forse già oggi la richiesta di rinvio a giudizio per il Premier

Protesta Niccolò Ghedini, deputato Pdl e avvocato del premier. Su Berlusconi anche la bufera intercettazioni da Napoli a Bari

MILANO - Potrebbe essere già pronta oggi la richiesta di rinvio a giudizio per il presidente del consiglio Silvio Berlusconi la cui richiesta di archiviazione in relazione al passaggio di mano dell'intercettazione tra Fassino e Consorte ('abbiamo una banca'), è stata respinta dal gip di Milano Stefania Donadeo.

La decisione del gip nel caso Unipol-Bnl è approdata ieri mattina sul tavolo del pm. La procura ha un termine di dieci giorni entro il quale fare quanto ordinato dal magistrato e secondo quanto si apprende proprio oggi si terrà una riunione.

Nel disporre l'imputazione coatta, il gip ha inoltre disposto l'iscrizione nel registro degli indagati di Maurizio Belpietro, in quanto direttore responsabile della testata, il Giornale, che il 31 gennaio del 2005 pubblicò l'intercettazione.

Il pm aveva ritenuto in relazione al famoso incontro della vigilia di Natale del 2005, in cui Berlusconi avrebbe letto l'intercettazione, che non fosse sufficiente il racconto dell'imprenditore Favata, come non fosse provato che Berlusconi avrebbe materialmente ricevuto il file. Da diversa 'lettura' della vicenda si sarebbe ritenuto sufficiente per identificare il concorso in rivelazione del segreto d'ufficio il fatto che Berlusconi avrebbe ricevuto ad Arcore il manager della società di intercettazioni, ascoltato il contenuto del nastro e ringraziato.

Protesta Niccolò Ghedini, deputato Pdl e avvocato del premier: «La decisione di imputazione coatta nella vicenda Unipol nei confronti del presidente Berlusconi, è assolutamente incredibile. In un Paese dove tutti i giorni vengono illecitamente pubblicati decine e decine di atti di indagine e intercettazioni, dove la stampa viene avvisata prima degli interessati e dei difensori di ciò che accade nei processi e dove la violazione del segreto è la regola così come la assoluta impunità, si pretende - ha aggiunto - di mandare a giudizio il presidente Berlusconi che è stato centinaia di volte vittima di tali comportamenti. E tutto ciò quando la stessa Procura di Milano chiede l'archiviazione».

La protesta sulle intercettazioni si riferisce anche agli altri casi che vedono coinvolto il presidente del Consiglio e in particolare alle telefonate che emergono dalle procure di Bari e Napoli sul caso Tarantini. A Bari i pm hanno indagato otto persone in relazione al giro di escort che avrebbero frequentato le residenze del premier, fra cui il faccendiere Tarantini come procacciatore e la starlette Sabina Began.

A Napoli si indaga sulla presunta estorsione ai danni del premier. In cinque pagine di memoriale Berlusconi ha spiegato ai pm di Napoli come e perché fornì aiuto economico ai coniugi Tarantini, precisando: «A Roma ho una cassaforte dove tengo sempre disponibile una somma in contanti per le mie spese personali». Nella memoria Berlusconi ribadisce di aver dato aiuto a una famiglia che versava in «una situazione gravissima» ma non fa cenno esplicito ai 500mila euro che secondo la Procura sarebbero al centro della presunta estorsione. E parla invece genericamente di un «finanziamento» spiegando di aver consegnato la somma «in molteplici tranches dalla primavera di quest'anno fino a prima dell'inizio dell'estate».