24 agosto 2019
Aggiornato 13:30
Il Generale Biagio Abrate parla dei risparmi della Difesa

Ministero della Difesa: abbiamo acquistato solo nove Maserati

Tempi duri anche per i militari: «nei prossimi tre anni taglieremo spese per 2,3 miliardi di euro». Per i danni da uranio il ministero della Difesa condannato a pagare 584mila euro ad un militare deceduto. Il Pentagono Usa ha tagliato 600 miliardi di spese ma non bastano. Leon Panetta: a rischio 700 mila posti e la sicurezza degli Stati Uniti

ROMA - «Stiamo rivedendo i nostri piani» e tanto per cominciare «siamo riusciti a non acquisire dieci» delle 19 Maserati che tanto scandalo avevano suscitato nelle ultime settimane (ma «il contratto (d'acquisto) risaliva ad alcuni anni fa». Lo ha affermato in una intervista al Corriere della Sera il capo di stato maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate.

Generale Abrate: nei prossimi anni taglieremo dalle spese 2,3 miliardi - «Tempi duri anche per noi militari»: così dice il generale Biagio Abrate, capo di stato maggiore della Difesa, in una intervista al «Corriere della Sera». Di fronte alla grave crisi del debito la Difesa si vedrà costretta infatti a tagliare il suo budget per i prossimi tre anni di 2,3 miliardi.

Venderemo le caserme anche ai privati - Pur salvaguardando «tutta la componente operativa, composta da circa 80.000 volontari di varie categorie», sarà necessario «ridurre gli effettivi in misura consistente» prosegue il generale. «Oggi gli uomini in divisa sono 190.000», e i sacrifici «riguarderanno soprattutto le strutture di comando e di supporto nelle categorie dirigenziali, direttive e non direttive (ufficiali e marescialli)». Saranno inoltre dismesse le caserme: «Non vogliamo svendere - dice Abrate -, ma ricavarne una giusta quota. Potrebbero acquistarle i Comuni ma anche i privati».

Per i danni da uranio il ministero pagherà 584mila euro - Con un atto «profondamente innovativo» il ministro della Difesa «non ha fatto ricorso giudiziario contro la sentenza del Tribunale di Cagliari che assegna un compenso di 584mila euro ai familiari del militare Valery Melis, il quale aveva operato nei Balcani ed era deceduto per un tumore derivato da possibile contaminazione per uranio impoverito». Lo comunica Falco Accame, presidente Anavafaf, l'associazione nazionale italiana assistenza vittime arruolate nelle forze armate e famiglie dei caduti.

Per il caso del militare Valery Melis la Difesa non farà ricorso - In tutti i casi precedenti in cui la giustizia civile aveva ordinato dei risarcimenti in contrasto con le decisioni dell'amministrazione militare, ad esempio i casi Melone, Marica, Vacca, era stato presentato un ricorso avverso alla decisione dei Tribunali.
Per l'amministrazione della Difesa, nel caso Melis, il risarcimento iniziale era stato costituito dall'attribuzione di una pensione di 258 euro al mese ai genitori del militare, «e agli stessi era stata addirittura negata la 'speciale elargizione' adducendo il motivo che il militare Melis, che era stato militare di leva, ed era poi diventato militare volontario, in base a questo status di volontario non avrebbe avuto diritto al conferimento del suddetto indennizzo». L'Anavafaf, conclude Accame, «è grata al ministro per la posizione che ha adottato».

Il Pentagono ha già risparmiato 600 miliardi di dollari - L'America si prepara, in seguito al fallimento della supercommissione sul deficit, ad affrontare tagli automatici per 1.200 miliardi di dollari che scatteranno a partire dal 2013. Ma il Pentagono, che rischia un ridimensionamento delle spese fino a 600 miliardi di dollari, sta facendo pressione sul Congresso per evitare la riduzione dei finanziamenti.
I tagli, annunciati quest'estate come spauracchio per velocizzare la decisione della supercommissione, non hanno evitato il fallimento dei suoi 12 membri, che hanno annunciato martedì il mancato raggiungimento di un accordo per ridurre il deficit di 1.200 miliardi di dollari in dieci anni.

A rischio in Usa 700mila dipendenti della Difesa - Il Pentagono, in assenza di una intesa al Congresso per evitare i tagli, rischia di essere indebolito pesantemente. Potrebbero portare, secondo un analista di bilancio del Pentagono, al licenziamento di 700.000 dipendenti e alla riduzione degli investimenti in armi. Non solo. E' prevista anche una riduzione della durata degli addestramenti (ogni ora di volo di un F-22, per esempio, costa oltre 18.000 dollari).

Leon Panetta: a rischio la sicurezza degli Stati Uniti - «E' un'amputazione che mette in pericolo la sicurezza degli Stati Uniti», ha affermato nei giorni scorsi Leon Panetta, segretario alla Difesa. «Non sono mai stato così preoccupato della capacità del Congresso di trovare soluzioni di buon senso ai problemi urgenti del Paese», ha aggiunto. «Le nostre truppe meritano di più, il nostro Paese merita di più».