26 giugno 2019
Aggiornato 23:30
Il lavoro della Procura di Roma

Inchiesta Enav, Tremonti ascoltato come testimone

Tremonti: «Ho visto Cola una sola volta, nello studio di Andreotti». Secondo quanto si è appreso gli inquirenti avrebbero chiesto all'ex Ministro la sua versione dei fatti rispetto a quanto riferito dall'ex consulente esterno di Finmeccanica, Lorenzo Cola, e dall'imprenditore Tommaso Di Lernia

ROMA - Gli inquirenti della Procura di Roma hanno ascoltato come persona informata dei fatti, nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti Enav, l'ex ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. L'atto istruttorio è avvenuto alcune settimane addietro, a Milano. Tremonti è stato sentito, in gran segreto, dal pubblico ministero Paolo Ielo a Milano. Secondo quanto si è appreso gli inquirenti avrebbero chiesto a Tremonti la sua versione dei fatti rispetto a quanto riferito dall'ex consulente esterno di Finmeccanica, Lorenzo Cola, e dall'imprenditore Tommaso Di Lernia. Il 24 agosto scorso, ad esempio, quest'ultimo, in relazione al potere di nomina dei vertici Enav spiega che formalmente spettava al ministero dell'economia, ma «sul piano sostanziale la nomina era il frutto di una precisa ripartizione politica. Nell'ultima tornata di nomine fui messo a conoscenza che Matteoli aveva ottenuto un accordo con Tremonti per il quale avrebbe potuto decidere le presidenze delle società».

Lo scorso 14 settembre Cola racconta poi di avere incontrato personalmente l'ex ministro Tremonti, su incarico del presidente Guarguaglini, «presso lo studio del senatore Andreotti», per discutere del possibile ingresso dei libici in Finmeccanica. Una mossa utile anche a migliorare i rapporti con i vertici di piazza Montegrappa, secondo Cola, visto che «fino al 2009 i rapporti erano asettici, nella consapevolezza, soprattutto da parte del ministro Tremonti, dell'esistenza di rapporti privilegiati tra Guarguaglini e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta».

Dell'ex ministro dell'economia parla anche Di Lernia, il 27 giugno 2011, raccontando ai pm che la riconferma di Guido Pugliesi al vertice dell'Enav è dovuta a due canali: l'appoggio di Matteoli e quello di Marco Milanese, favorito attraverso l'operazione della barca e la somma di 10mila euro mensili che l'imprenditore Angelo Proietti gli erogava e che Milanese, secondo quanto mi ha detto Cola, gli richiedeva per pagare un affitto per il ministro Tremonti. Sia Matteoli che Milanese hanno sempre smentito queste circostanze annunciando querele. Di Lernia, lo scorso 13 luglio, ha spiegato che Cola, indispettito per le voci di una sponsorizzazione da parte di Milanese della nomina di Flavio Cattaneo alla presidenza di Finmeccanica, gli riferì che «sarebbe andato direttamente da Tremonti a raccontargli tutte le malefatte di Milanese, cosa che, successivamente, nella prima parte del 2010, mi riferì di aver fatto».

Tremonti: ho visto Cola una sola volta, nello studio di Andreotti - Giulio Tremonti ha visto Lorenzo Cola «una sola ed unica volta nello studio del senatore Andreotti dove ero stato invitato a parlare di Europa». Lo precisa in una nota lo stesso ex ministro dell'Economia che spiega di avere riferito al pm romano Paolo Ielo, nel corso di un colloquio «avente esclusivamente per oggetto una dichiarazione del signor Lorenzo Cola» di essere stato invitato «durante il periodo di opposizione al governo Prodi» dal senatore Giulio Andreotti «nel suo studio a palazzo Giustiniani per un colloquio sull'Europa. In quella sede e solo in quella sede, non altrove e non dopo - sottolinea Tremonti - ho avuto occasione di incontrare il signor Cola. Fattami dal Cola l'ipotesi di un viaggio negli Stati Uniti d'America - conclude Tremonti - ho cortesemente declinato avendo in quel Paese altre, diverse opportunità di incontro. Tutto qua».