13 novembre 2019
Aggiornato 20:00
Giustizia | Inchiesta ENAV

Tremonti: Mai stato referente politico di Pugliesi e dell'ENAV

L'ex Ministro dell'Economia: «Ho la fortuna di non averlo mai frequentato». Intanto Pugliesi smentisce: «Mai avute frequentazioni con politici». Di Pietro: «Monti combatta la corruzione e saremo con lui». Boccia (Pd): «Azzerare i vertici delle aziende inquisite»

ROMA - Secca smentita dall'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti alle indiscrezioni di stampa che lo hanno accreditato come fra i principali «referenti politici» dell'amministratore delegato dell'Enav Guido Pugliesi, da ieri agli arresti domiciliari con l'accusa di illecito finanziamento ai partiti.
Con riferimento alle notizie apparse oggi sulla stampa relative all' «inchiesta Enav» mi dispiace deludere ma non sono mai stato il «referente politico» del dottor Pugliesi Guido,che ho la fortuna di non frequentare», e dell'Enav», ha affermato Tremonti in una dichiarazione.

Pugliesi smentisce: Mai avute frequentazioni con politici - Nessuna frequentazione di politici, in particolare con gli ex ministri Pdl Giulio Tremonti, Altero Matteoli ed Aldo Brancher, da parte dell'a.d. Enav Guido Pugliesi. A smentire le indiscrezioni di stampa, con riferimento all'inchiesta che ha portato Pugliesi ad essere raggiunto da un provvedimento di arresti domiciliari con l'accusa di finanziamento illecito ai partiti e frode, è stato l'avvocato dell'amministratore delegato Enav Francesco Scacchi.
«In riferimento alle informazioni di stampa circa presunte frequentazioni da parte dell'Amministratore Delegato di ENAV con esponenti politici quali i Ministri Matteoli, Tremonti e Brancher - ha scritto in una nota il legale- si smentisce categoricamente tali frequentazioni, essendo risultati gli sporadici contatti in questione, allorché effettivamente intercorsi, intrattenuti per esclusive finalità istituzionali».

Di Pietro: Monti combatta la corruzione e saremo con lui - Le inchieste sull'Enav dimostrano quanto sia ancora diffusa la corruzione, le accuse devono essere provate, ma il Governo Monti deve avere tra le sue priorità la lotta all'illegalità e in quel caso l'Id sarà il primo sostenitore dell'esecutivo. Lo ha detto il leader di Idv Antonio Di Pietro in un intervento sul suo blog: «L'inchiesta non tocca direttamente solo la politica di governo, ma anche quella d'opposizione o di una parte dell'opposizione. Sotto indagine c'è infatti anche il tesoriere dell'Udc, Giuseppe Naro. I fondi neri, stanziati dal sistema di appalti Enav-Finmeccanica, non sarebbero serviti solo a corrompere per ottenere in cambio appalti immeritati, ma anche per pagare sotto banco i partiti. Sempre con lo stesso obiettivo: aggirare le regole della legalità e del mercato per garantirsi gli appalti. Logico che queste accuse debbano essere provate, ma sappiamo bene che il sistema Italia, al di là delle singole indagini, ha continuato a essere portato a fondo dall'eterna malattia della corruzione».
«Di questo sistema - ha aggiunto Di Pietro - Berlusconi era il frutto più velenoso e anche il padrino politico. Ma non è che andato via lui le cose si risolvono in ventiquattr'ore. Il lavoro è tutto da fare ed è dal suo esito che dipende se l'Italia ce la farà o no. Mario Monti si è impegnato a combattere questo sistema. Se lo farà, noi saremo al suo fianco e lo sosterremo più di chiunque altro. Se non lo farà abbastanza lo sproneremo. Se non lo farà per niente lo contrasteremo. Perché delle due l'una: o scompare la corruzione o scompare l'economia italiana».

Boccia (Pd): Azzerare i vertici delle aziende inquisite - Il Governo dovrebbe «azzerare» i vertici delle aziende coinvolte nell'inchiesta Enav. Lo ha chiesto il deputato Pd Francesco Boccia, coordinatore delle commissioni economiche del gruppo democratico alla Camera. «Gli sviluppi dell'inchiesta Enav sono molto preoccupanti e impongono misure urgenti per cancellare una volta per tutte il mercato delle poltrone dei consigli di amministrazione delle società pubbliche. Per questo il Partito Democratico ha depositato da tempo una proposta di legge che chiede l'azzeramento dei loro Cda».
«Intanto - ha aggiunto - chiediamo al governo di prendere misure immediate di trasparenza: sarebbe cioè auspicabile l'azzeramento dei vertici delle aziende inquisite, per permettere alla magistratura di svolgere serenamente le indagini e di accertare le responsabilità, agli indagati di difendersi al meglio ma evitando che le conseguenze possano ricadere sulla credibilità delle aziende stesse e sui loro lavoratori».