Il primo «manifesto» di Monti: Risanamento ed equità
Il Senatore a vita accetta l'incarico al Colle con riserva e promette tempi rapidi. Resta da capire se il governo sarà totalmente tecnico, come ufficialmente chiesto dai due maggiori partiti
ROMA - Mario Monti varca il portone del Quirinale alle 19. In quegli stessi istanti Silvio Berlusconi diffonde un videomessaggio in cui rivendica la generosità delle sue dimissioni e quanto fatto in questi anni per il Paese. Da una parte il futuro, dall'altra una orgogliosa rivendicazione del passato. Troppo facile il paragone di stile tra l'ex e il prossimo presidente del Consiglio, basterebbe forse la scena di questa mattina: il senatore a vita che si reca a messa con la moglie e ai giornalisti si limita a dire: «Oggi è una splendida giornata».
Giro di consultazioni lampo del Colle - E oggi è il giorno in cui Mario Monti è salito al Colle per ricevere da Giorgio Napolitano l'incarico a creare un nuovo governo. Il professore lo ha accettato, con riserva. Prima ascolterà tutti i partiti. Il giro di consultazioni-lampo del Colle, tuttavia, gli consegna in dote un sostegno pieno di Terzo polo e Pd, un appoggio «a tempo» di Pdl e Idv, e un «no, ma..» della Lega. Resta per esempio da capire se il governo sarà totalmente tecnico, come ufficialmente chiesto dai due maggiori partiti. La questione - sottolinea Napolitano - sarà oggetto dei colloqui che Monti avrà con le forze politiche. Nel frattempo il Professore derubrica a «pura fantasia» le voci sul toto-ministri. I tempi per l'esecutivo dovrebbero essere molto rapidi, è possibile che già tra martedì e mercoledì si presenti alle Camere per la fiducia.
Il programma: Risanamento ed equità - A incarico acquisito, comunque, il senatore a vita si presenta davanti alle telecamere schierate nello studio alla vetrata del Colle per dire che intende assolvere al suo compito «con responsabilità e senso di servizio». Monti mette subito in chiaro la gravità della crisi in cui l'Italia si trova. «In un momento di particolare difficoltà, in un quadro europeo e mondiale turbato, il Paese - dice - deve vincere la sfida del riscatto, deve essere sempre di più elemento di forza, non di debolezza di una Ue di cui siamo stati fondatori e di cui dobbiamo essere protagonisti».
Nel suo «manifesto» programmatico il senatore a vita inserisce anche la necessità di sforzi per il «risanamento finanziario» per la «crescita» e «l'equità sociale». Poi un messaggio ai partiti: «Assumo questo incarico - -sottolinea - con profondo rispetto nei confronti del Parlamento e delle forze politiche: opererò per valorizzarne l'impegno comune per uscire presto da una situazione che presenta aspetti di emergenza ma che l'Italia può superare con uno sforzo comune».
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