16 luglio 2024
Aggiornato 14:00
Un macabro presagio

L'ultimo sms di Sarah mai inviato: Uccidere per professione è un lavoro senza tempo

La frase è una citazione dello scrittore e docente universitario Andrea Giaime Alonge. Domani udienza preliminare, in aula il fratello e nipote di Michele Misseri

TARANTO - Un sms che sembra un presagio macabro rimasto nelle bozze e mai inviato perché il cellulare era senza credito. Sarah Scazzi, alle 10.45 del 26 agosto 2010, ovvero poche ore prima di morire, scrisse sul suo telefono: «Uccidere per professione è un lavoro senza tempo». La frase è una citazione dello scrittore e docente universitario Andrea Giaime Alonge. Il messaggio è contenuto nel rapporto dei Carabinieri del Ris inviato alla Procura ed è stato riferito oggi dalla trasmissione pomeridiana di Raiuno «Vita in diretta».La sera del 25 agosto 2010, come si ricorderà, c'è un testimone che vede Sarah e Sabrina litigare nel pub di Avetrana (Taranto). La mattina del 26 agosto, la quindicenne di Avetrana va a casa della cugina, Sabrina Misseri.

Anche qui, secondo l'accusa, c'è un testimone, una donna, che riferisce che Sarah era triste e preoccupata perché aveva litigato con la cugina a causa dell'amico comune Ivano Russo. La quindicenne, dopo qualche minuto, tornerà a casa e prenderà costume da bagno, telo da mare e zainetto per tornare dalla cugina Sabrina. La quindicenne, però, entrerà nell'abitazione della cugina, ma non ne uscì viva. Domani mattina, intanto, riprende a Taranto l'udienza preliminare per il processo sul delitto. In aula compariranno Carmine Misseri e Cosimo Cosma,fratello e nipote di Michele Misseri, come lui imputati di soppressione di cadavere. La decisione del gup sulle richieste di rinvio a giudizio della procura è attesa per il 10 novembre.