5 aprile 2020
Aggiornato 04:00
Audizione davanti la Vigilanza RAI

RAI: Garimberti, Tg1 su Fini tendenzioso, serviva correzione

Il Presidente della RAI: «Nel servizio parzialità ma era meglio una richiesta di rettifica. Esiste un problema Tg3». Casoli: «Regole uguali per i tg, anche il Tg3 ha omesso notizie». Pardi (Idv): «Il Premier usa Minzolini per la sua perenne campagna elettorale»

ROMA - Era tendenzioso il servizio del Tg1 sull'operato di Gianfranco Fini post scivolone del Governo sul Rendiconto. Lo ha detto il presidente Rai, Paolo Garimberti, in audizione davanti la Vigilanza.
Garimberti ha letto il testo della lettera ricevuta dal presidente della Camera e nella quale Fini esprimeva il suo disappunto per quel servizio basato sulla tesi di Libero, per l'intervista all'autore dell'articolo, Franco Bechis, e per l'editoriale di Minzolini. E nella quale il presidente della Camera sottolineava «la consapevole volontà di ledere» la sua «figura». Garimberti ha detto di aver visto il servizio e di trovarlo «tendenzioso per come era stato costruito», e perché «mancava di contraddittorio», avendo così «indubbiamente un carattere di parzialità». L'editoriale di Minzolini, il giorno dopo, ha per il Presidente «aggravato la situazione» perché «anziché dare modo di replicare si reiterava l'accusa» a Fini, e questo «non può accadere nel servizio pubblico».
Di tutto questo «non ho parlato con Minzolini» perché «da quando due anni fa», quando il Presidente sottolineò che il Tg1 non dava alcune notizie, «lui non mi parla, il dialogo non c'è più e io non dialogo con chi non vuole farlo con me». Però, sul caso specifico, «sarebbe stata opportuna una correzione, in un modo o nell'altro». Per Garimberti la cosa sarebbe stata più semplice se Fini avesse, a norma di legge, fatto una richiesta specifica», che avrebbe «costretto alla rettifica».

C'è un problema di pluralismo al Tg1 - «Penso che ci sia un problema di pluralismo del Tg1», problema «che andrebbe affrontato in chiave non politica, cosa difficile» soprattutto «in Consiglio di amministrazione». E quindi «la situazione è di stallo». Per Garimberti il pluralismo della testata e la vicenda giudiziaria che coinvolge Minzolini vanno tenuti «scissi». Sul secondo fronte i vertici Rai sono «cauti e garantisti». «Ora attendiamo» e se la richiesta dei magistrati diventerà «rinvio a giudizio», questo «condizionerà i nostri comportamenti». Intanto «la Rai ha dato mandato ai legali come parte offesa in questa vicenda».

Esiste un problema Tg3 - «Esiste un problema Tg3, lo ammetto...». Lo ha detto il presidente Rai, Paolo Garimberti, in audizione davanti la Vigilanza, rispondendo ad una domanda del capogruppo Pdl Alessio Butti. Garimberti ha riferito di una sua telefonata ieri al direttore Bianca Berlinguer per sottolineare che i lanci della sera prima «non erano obiettivi». Un problema, ha spiegato in un secondo momento il Presidente, che si pone «in termini di distinzione tra opinioni e notizie ma non di completezza di informazione».

Cdr Tg3: Sorprendono le affermazioni di Garimberti - «Apprendiamo con grande meraviglia che il TG3 è un problema per la Rai. Le affermazioni del presidente Garimberti sorprendono chi in questi anni ha lavorato con dedizione, passione e pochissimi mezzi per mantenere in Azienda il concetto di servizio pubblico». Lo dichiara il Cdr del Tg3 in una nota.
«Certo, non ci sono stati sconti a Berlusconi per i casi giudiziari che hanno visto coinvolto il Premier, ma neppure sono stati fatti sconti a esponenti dell'opposizione come Penati o quelli coinvolti nell'inchiesta Enac. Saremmo contenti se invece di accuse deboli e generiche sui lanci dei servizi ci venissero contestati fatti concreti e documentati. Noi sappiamo solo che qui le notizie non vengono nascoste, in questo senso forse il Tg3 rappresenta un problema. E allora i giornalisti del Tg3 sono fieri di esserlo. Per il bene della Rai», conclude il Cdr.

Casoli: Regole uguali per i tg, anche il Tg3 ha omesso notizie - «Non si possono esigere regole diverse per il Tg1 o il Tg3, le regole devono essere uguali e valere per tutti. Non si scandalizzino a sinistra. Anche il Tg3 ha omesso certe notizie ai suoi telespettatori». Lo ha affermato il vicepresidente dei senatori del Pdl, Francesco Casoli, componente della commissione di Vigilanza sulla Rai.
«Il presidente della Rai Paolo Garimberti, secondo quando riferiscono le agenzie di stampa, afferma che il Tg3 ha solo un problema di confusione fra fatti e opinioni ma non - ha aggiunto - un problema di completezza dell'informazione. Allora, o Garimberti è distratto oppure è in malafede, perché dovrebbe sapere che il Tg3 non ha informato i suoi telespettatori dell'apertura di un'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli sulle primarie del Pd in quella città (notizia riportata da tutti i quotidiani nazionali), ha dimenticato l'iscrizione nel registro degli indagati del presidente di una grande banca Giuseppe Mussari, che è anche il presidente dell'Abi, il maggior organismo associativo dei banchieri italiani».
«Inoltre la visita del Papa in Spagna per le Giornate della Gioventù trovò spazio - ha proseguito Casoli - in un confuso servizio, relegato al fondo della scaletta, che parlava più degli indignados e consegnava a poche righe le parole del Pontefice. Questo solo per stare ai fatti più recenti, senza andare a rivedere tutti i comunicati di protesta che abbiamo fatto in questi mesi. Per non dire di un direttore che fa il conduttore e che accompagna l'uscita o il lancio di un servizio con sue considerazioni personali, legittime ma che dovrebbero costituire oggetto di un autonomo editoriale. Le regole devono valere anche per il Tg3».

Pardi (Idv): Il Premier usa Minzolini per la sua perenne campagna elettorale - «Una conferma e non uno scandalo. Accade incredibilmente questo in un Paese come il nostro, quando il presidente del servizio pubblico radiotelevisivo denuncia apertamente e in una sede istituzionale la faziosità del suo principale Tg». A dichiararlo il senatore Pancho Pardi, capogruppo dell'Italia dei Valori in commissione Vigilanza Rai, secondo cui «le parole di oggi di Garimberti dovrebbero suscitare sdegno e rimbalzare su tutti i giornali ed, invece, passano in sordina perché in Italia la normalità è questa».
«Ovvero - prosegue - quella di un premier che usa un direttore per la sua perenne campagna elettorale. Quella di un direttore, Minzolini, che contraccambia, usando la Rai per trarne i suoi benefici e come merce di scambio. E in tutto questo l'azienda va in frantumi: perde prestigio, perde introiti pubblicitari, perde ascolti. Del resto, perché gli italiani dovrebbero vedere un lup continuo delle lodi di Berlusconi che da Minzolini si estende a Ferrara? Dovremmo augurarci che rimangano a lungo in Rai, perché stanno talmente indignando gli italiani, che dalle loro fesserie ne trae vantaggio l'opposizione. Ma - conclude Pardi - è uno schiaffo continuo che il Paese non merita e che, come un virus, si sta impadronendo anche del Giornale radio. Quindi, via Minzolini, via Ferrara ma soprattutto fuori i partiti dalla Rai. Ridiamo all'azienda pubblica il prestigio che aveva un tempo».

Grave l'equiparazione Tg1-Tg3 - «Spiace constatare che il presidente della Rai, Paolo Garimberti, sia caduto nel tranello teso da qualche fasullo suggeritore e abbia trattato con la stessa moneta il Tg1 e il Tg3». Per il senatore Pancho Pardi «non si possono mettere sullo stesso piano, o paragonare, una testata giornalistica come quella diretta da Bianca Berlinguer e il telegiornale di Minzolini».
«Il Tg1, infatti, danneggia quotidianamente - afferma l'esponente dipietrista - la libera informazione, censurando le notizie scomode al premier e disinformando sistematicamente i cittadini sull'attività del governo. Il direttorissimo, spesso, si permette anche il lusso di mentire e di usare la macchina del fango per screditare chi intralcia la strada del padrone di Arcore. Non ha uguali nella storia del giornalismo italiano e merita solo continue denunce».
«Noi dell'Italia dei Valori, pur avendo denunciato, in più occasioni, all'Agcom la scarsa presenza del nostro partito in tutti e tre i Tg delle Rai, abbiamo la capacità di distinguere l'oro dal piombo», conclude Pardi.

Perina (Fli): Su Minzolini il dg Lei ignora la realtà in stile Berlusconi - «Il direttore generale Lorenza Lei fa finta di nulla mentre Minzolini continua indisturbato, ignorando così la realtà che la circonda in puro stile berlusconiano». Lo ha detto la deputata di Fli, Flavia Perina, membro della Commissione di Vigilanza, a proposito dell'audizione dei vertici Rai.
«La verità è che sia la Lei che il presidente Garimberti - ha aggiunto l'esponente finiana - non vogliono, non possono e non sanno intervenire su Minzolini. Garimberti ha espresso parole dure verso il direttore del Tg1, ma poi ha dovuto dire che anche il Tg3 è un problema. La Lei, invece, non si è nemmeno sentita di riprendere l'operato di Minzolini e si è limitata a fare un riferimento generale al concetto di pluralismo, evitando così di difendere una posizione indifendibile», ha concluso Perina.

Lei: Se Minzolini a giudizio valuterò ciò che è necessario - Nel caso di un rinvio a giudizio del direttore del Tg1, Augusto Minzolini, «mi riservo di valutare tutto quello che è necessario, anche perché non ci sono casi analoghi ma solo similari». Lo ha detto il direttore generale della Rai, Lorenza Lei, in audizione davanti la Vigilanza. La richiesta di rinvio a giudizio è stata formulata dalla Procura di Roma con l'accusa di peculato per i 68 mila euro spesi da Minzolini con carta di credito aziendale.

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