29 agosto 2025
Aggiornato 15:00
Intervista a «Che Tempo Che Fa»

Fini: Credo che si andrà a votare nel 2012

«Proprio perché Berlusconi dice che si andrà alle urne in 2013. Mai più alleanto del Premier, ma il Pdl ci sarà anche senza di lui. Italia fuori dai vertici perchè ha la credibilità sotto zero»

MILANO - Secondo il presidente della Camera, Gianfranco Fini, è molto probabile che si andrà a votare nella primavera del 2012. Rispondendo a una domanda di Fabio Fazio durante la registrazione di Che Tempo Che Fa, in cui gli ricordava che Berlusconi ha detto che si andrà a votare nel 2013, Fini ha risposto: «proprio perché lo ha detto credo si andrà a votare nella primavera del 2012».
Fini ha poi ricordato quanto affermato ieri a Lecce in occasione del congresso del Terzo Polo: «ho detto a tanti colleghi del Pdl, che dicono che dovremmo imporre un cambiamento, che siamo alla campanella dell'ultimo giro. Berlusconi punta a sopravvivere ancora qualche settimana per scongiurare governo tecnico», poi si andrà a votare.
Quanto all'ipotesi di una riforma della legge elettorale prima di andare alle urne, Fini ha risposto: «temo di si andrà a votare con questa legge elettorale che permette di scegliere il partito ma non i candidati con il risultato che c'è uno scollamento fra politica e società».

No al ribaltone, sì ad un Esecutivo con nuovo Premier - «Non penso a un ribaltone, ma a un governo in cui ci sia chi ha vinto le elezioni, quindi anche il Pdl, ma con un nuovo presidente del Consiglio». Così il presidente della Camera a Fabio Fazio che gli chiedeva un commento all'ipotesi di un governo tecnico in attesa di andare alle elezioni. Fini ha puntualizzato sottolineando che non esistono governi tecnici, «i governi sono tutti politici».
Secondo il presidente della Camera, obiettivo del nuovo esecutivo dovrebbe essere quello di «presentarsi in parlamento per fare due o tre cose, non il libro dei sogni». Fra queste in primo luogo «misure per affrontare la crisi economica» e poi «la riforma della legge elettorale». Sul tipo di legge elettorale, Fini ha affermato: «preferisco i collegi alle preferenze, ma sono questioni un pò tecniche».

No con Berlusconi, ma il Pdl ci sarà anche senza di lui - «Escludo di allearmi ancora con Berlusconi, ma, nel Pdl, un dopo Berlusconi ci sarà anche se lui è convinto di no». Così il presidente della Camera ha negato l'ipotesi di una nuova alleanza con Berlusconi, ma non ha escluso un futuro riavvicinamento al Pdl. Nel rispondere alla domanda del conduttore Fabio Fazio, Fini infatti ha sottolineato che gli era stato chiesto solo se fosse possibile una nuova alleanza con Berlusconi, non con il Pdl.
«Io come Berlusconi - ha aggiunto il presidente della Camera - credo di essere una persona seria. La politica non è un teatrino io ho contestato a Berlusconi errori madornali ma lui ha detto che ho torto io». In conclusione, sempre riferito a Berlusconi, Fini ha tenuto a precisare che «è difficile fare alleanza con chi usa la giustizia per regolare i propri conti con la magistratura».

Berlusconi-Bossi solidi, ma nella Lega cresce il malessere - L'alleanza fra Berlusconi e Bossi «è solida anche perchè c'è un rapporto antico di carattere personale. Un'amicizia che va rispettata, ma qualcuno nella Lega comincia ad avvertire un certo malessere». Secondo il presidente della Camera, «Berlusconi consente a Bossi comportamenti inaccettabili come irridere l'unità nazionale, offendere il tricolore e fare gestacci perché poi i voti di Bossi gli servono per qualche legge sulla giustizia».

Italia fuori dai vertici perchè ha la credibilità sotto zero - «C'è un direttorio franco-tedesco e bisognerebbe capire perché l'Italia è fuori dalla porta. Forse perchè la nostra credibilità è sotto zero». Secondo Fini «anche se Francia e Germania si mettono d'accordo (sul piano per risolvere la crisi del debito nella zona euro ndr) noi dobbiamo fare la nostra parte e fare le riforme che ci vengono chieste e che il governo non sta facendo». Quanto alla stato di salute del nostro paese, secondo Fini è difficile che «l'Italia possa fallire, ma sicuramente siamo in una fase di stagnazione che potrebbe portare a una recessione con rischi di disoccupazione e di tensioni sociali».

Spero non si faccia un condono, ma non è escluso - «Spero di no, ma non è da escludere che si faccia. Io non farei mai il condono che è una misura una tantum, mentre l'Unione Europea vuole riforme strutturali», ha aggiunto Fini. Senza contare che, ha concluso il presidente della Camera, lancia un messaggio sbagliato mentre si cerca di combattere l'evasione fiscale perchè «premia i furbetti».

Si all'innalzamento dell'età pensionabile e alla patrimoniale - Il decreto sviluppo «deve contenere elementi indispensabile per far ripartire l'economia», mentre oggi somiglia a «un'araba fenice». Fra le misure da adottare con urgenza «l'innalzamento dell'età pensionabile» per generare risorse da impiegare «esclusivamente in un fondo occupazione giovanile per aiutare a trasformare contratti precari in contratti stabili«». Altra misura da introdurre sarebbe la patrimoniale. «Non è vero - ha spiegato Fini - come dice Berlusconi che colpirebbe il suo elettorato che non è composto solo da milionari, ma anche da gente comune. Colpirebbe certamente lui, ma non voglio essere cattivo». In generale, sempre commentando la patrimoniale, il presidente della Camera ha sottolineato che «in un momento in cui bisogna tirare la cinghia, chi ha di più deve dare di più». Tuttavia, ha concluso Fini, ci vuole un governo forte per approvarla perchè «come diceva Einaudi la patrimoniale è un lusso che solo governi credibili possono permettersi».