21 novembre 2019
Aggiornato 04:00
Caso Romano

Mafia: Romano, òa stampa pagherà molto care le diffamazioni su di me

Il Ministro: «La sua potenza di fuoco calunniosa finirà per finanziare il mio partito». Bocchino: «Le parole del pentito Greco su Romano fanno rabbrividire»

ROMA - Il ministro Pid per le Politiche Agricole Saverio Romano torna a denunciare «le vergognose violente aggressioni alla mia persona ed alla mia comunità politica a mezzo stampa» legate al procedimento giudiziario nei suoi confronti a Palermo, preannunciando forti richieste economiche di risarcimento danni ai mezzi di informazione.
«Oramai da troppo tempo - ha scritto Romano in una dichiarazione- sono bersaglio di diffamazioni a mezzo stampa, accusato di ogni possibile crimine, presunto o costruendo, con l'obbiettivo di impressionare la pubblica opinione, condizionare chi nelle sedi proprie deve decidere sulle vicende giudiziarie ed infine intimidirmi. Sappia tale potenza di fuoco mediatica che spegnerà le sue fiamme calunniose e diffamatorie in un bagno di verità e saranno costretti a sostenere economicamente il mio partito per via dei cospicui risarcimenti a cui li obbligherà il giudice civile. Un vero e proprio lavacro che non emenderà comunque le vergognose violente aggressioni alla mia persona ed alla mia comunità politica a mezzo stampa».

Bocchino: «Le parole del pentito Greco su Romano fanno rabbrividire» -«Le ultime rivelazioni pubblicate dall'Espresso sul conto del ministro Saverio Romano danno ragione a Gianfranco Fini che ne aveva chiesto le dimissioni per ragioni di opportunità. Leggere le parole di un importante pentito come Giacomo Greco, che Romano conosce da tanto tempo, fa rabbrividire». Lo dichiara il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino, che aggiunge: «È inquietante avere al governo l'unico ministro al mondo imputato per mafia, nominato contro il parere del Presidente della Repubblica per ottenere in cambio i voti necessari a salvare Berlusconi da uno dei suoi tanti processi».