30 luglio 2021
Aggiornato 04:00
Governo | Opposizioni

Franco Giordano (SEL) su l'Unità, populismo si combatte con le elezioni

«Crisi economica e tracollo della destra impongono scelte rapide. Il fronte democratico deve cogliere la voglia diffusa di purificare l'aria. Solo il voto può chiudere un ciclo politico»

ROMA - C'e' il rischio concreto che la deriva politica, culturale e morale di questa compagine governativa e i miasmi velenosi che accompagnano la crisi economica e sociale trascinino con loro in un astioso livore anche le forze titolate a rappresentare un rinnovamento. Se non si costruisce ora un'alternativa economica, sociale e politica in sintonia con i movimenti e con l'opinione pubblica del Paese, il rischio fa presto a tramutarsi in drammatica realtà.

Inizia così un ampio articolo che appare stamani sul quotidiano L'Unita', a firma di Franco Giordano della presidenza nazionale di Sinistra Ecologia Libertà - con Vendola, dedicato alla situazione del centrosinistra e la crisi della destra.

I segnali di spaesamento - prosegue l'esponente di Sel - di settori della società italiana si intrecciano con apparizioni salvifiche di realtà imprenditoriali e finanziarie, le quali dopo aver goduto a lungo di privilegi e vantaggi, all'ombra delle attuali classi dirigenti, si ergono a novelli Savonarola in scarpe firmate e dotati di fiammeggianti auto da corsa.
Inoltre desta sconcerto l'affermazione ascoltata da autorevoli esponenti del centrosinistra secondo la quale chi non rispetta le ricette della Bce è contro l'Europa. Veramente si pensa di uscire dalla devastante crisi economica e sociale con le vecchie ricette liberiste che l'hanno determinata? Al contrario sarebbe urgente investire in un mutamento politico dell'Europa in grado di ridefinire nuove regole ai mercati finanziari e di sottrarre potere alle società di rating, e avviare finalmente un processo di redistribuzione delle ricchezze.

Serve poi - insiste Giordano - un soprassalto di responsabilità nel fronte democratico: ma si può star fermi aspettando Godot lasciandosi scappare occasioni straordinarie di sintonia, con il bisogno di «purificare l'aria» come quella che si è espressa nella raccolta delle firme contro il Porcellum? Organizziamo allora in tempi brevi, brevissimi, un confronto democratico nel Paese sul programma con le primarie.

Infine l'esponente di Sel si sofferma sul governo tecnico -
Perché qui dovremmo lavorare per un governo di tregua, tecnico o di larghe intese? Solo con il voto si legittima un'alternativa e si chiude un ciclo. Un governo di altro tipo cancellerebbe ogni autonomia alle forze politiche democratiche che vi partecipassero. Sarebbe nei fatti eterodiretto dalle tecnocrazie europee e da aree sociali forti che da tempo investono su ciò con un corredo di politiche conservatrici. Si vuole fuoriuscire dal populismo con scelte liberiste che rapidamente farebbero scolorire dalla memoria il ricordo dei disastri dell'era berlusconiana mettendo sul banco degli imputati e della critica sociale i protagonisti di questa nuova avventura.

Senza una svolta in Italia e nel vecchio continente in declino, - conclude Giordano - la crisi non sarà superata. E se provassimo a farci contaminare, mettendo da parte i personalismi, dai desideri del nostro Popolo e da un po' di responsabilità collettiva?