24 agosto 2019
Aggiornato 04:00
L'omicidio di Meredith Kercher

Lumumba al Daily Mail: Amanda è un'attrice fantastica

«Lacrime di coccodrillo» alla lettura del verdetto di assoluzione. L'uomo è stato accusato in un primo tempo da Amanda di essere l'omicida della studentessa inglese uccisa nel novembre 2007 a Perugia

PERUGIA - Le lacrime di Amanda Knox alla lettura del verdetto di assoluzione per l'omicidio di Meredith Kercher sono «lacrime di coccodrillo», facevano parte di una «strategia difensiva». Parola di Patrick Lumumba, accusato in un primo tempo da Amanda di essere l'omicida della studentessa inglese uccisa nel novembre 2007 a Perugia.

«Sono furioso. Quando ho sentito il verdetto sono rimasto scioccato per la povera Meredith - ha detto Lumumba in un'intervista telefonica concessa al Daily Mail dalla Polonia - ho sempre detto che Amanda è un'attrice fantastica e lo sarà sempre per me. Ho trascorso due settimane in carcere per qualcosa che non avevo fatto, solo perchè Amanda disse che ero l'assassino. Non dimenticherò mai il momento in cui la polizia mi portò via. Meredith è stata la prima vittima e io la seconda. A causa delle sue dichiarazioni ho perso il lavoro e ora non ho niente, solo la mia famiglia, che la cosa più importante per me».

Amanda Knox e Raffaele Sollecito sono stati assolti la scorsa settima dall'accusa di aver ucciso Meredith Kercher; Amanda è stata però riconosciuta colpevole di calunnia contro Lumumba.

Lumumba sottolinea come Amanda non gli abbia mai chiesto scusa: «Quello che ho trovato sconvolgente è vedere il cappellano del carcere sostenere Amanda, dichiararne l'innocenza, ma mai incoraggiarla a chiedermi scusa. E la Chiesa insegna il perdono. Il cappellano ha detto che è 'Amanda l'Angelo', ma lei non mi ha mai chiesto scusa per quanto mi ha fatto. Le sue bugie non hanno colpito solo me, ma anche la mia famiglia, e dopo il mio arresto anche la mia attività lavorativa, perchè, sebbene ne fossi uscito pulito, i clienti non venivano più a causa della cattiva pubblicità». A Perugia Lumumba gestiva il locale Le Chic, frequentato da studenti: «Ho dovuto chiudere il locale, licenziare il personale e ora non ho un lavoro, a parte qualche serata nei locali come deejay». Il quotidiano inglese ha raggiunto Lumumba in Polonia, nella casa della moglie polacca Alexandra Beata.