4 dicembre 2022
Aggiornato 03:30
Messaggio del Presidente al Ministro Prestigiacomo

Condono, Cicchitto rilancia. Stop di Napolitano a difesa dell'ambiente

Il Capogruppo PDL a La Stampa: «Tremonti lasci stare il moralismo, dica se serve». Il Capo dello Stato: «Porre la dovuta attenzione alla sicurezza, alla incolumità pubblica ed al r

ROMA - A dispetto di contrarietà, critiche e perplessità all'interno dello stesso Governo e della maggioranza il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto conferma la possibilità per il gruppo Pdl di un condono da inserire nel decreto sviluppo mentre arriva dal Capo dello Stato a un monito contro la possibilità che la crescita economica avvenga a discapito della tutela ambientale e della sicurezza delle persone.

Cicchitto: «Salvare il paese» - In un momento come questo, o, la «vera etica non è salvarsi la coscienza ma impegnarsi per salvare il paese» ha affermato oggi Cicchitto, ribadendo sostegno a un eventuale condono, «edilizio e fiscale». «Tremonti - ha sottolineato il presidente dei deputati berlusconiani- è contrario a molte cose. Ma la domanda è: come si pensa di abbattere la massa del debito e trovare le risorse per finanziare la crescita, per ridurre la pressione fiscale? Una risposta è necessaria. Tremonti deve darla. Altrimenti le pregiudiziali pseudo-moralistiche sul condono lasciano il tempo che trovano. L'etica vera, in tempo di crisi, non è salvarsi la coscienza ma impegnarsi a salvare il paese».

Napolitano scrive al Ministro Prestigiacomo - Di ben diverso tenore il richiamo del presidente Napolitano, in un messaggio al ministro Prestigiacomo nella giornata che ricorda insieme vittime del lavoro e dei disastri ambientali. «Occorre operare - ha richiamato il Capo dello Stato - affinché i processi di trasformazione territoriale, di urbanizzazione e di sviluppo delle attività economiche siano realizzati con la dovuta attenzione alla sicurezza, alla incolumità pubblica ed al rispetto dell'ambiente e delle sue insostituibili risorse» . E «a tal fine si impone un responsabile impegno da parte delle istituzioni, nazionali e locali, della comunità scientifica e degli operatori economici per sviluppare la cultura della previsione e della prevenzione, cui va affiancata una costante e puntuale azione di vigilanza e di controllo».
Quanto alle morti sul lavoro, ha affermato il Capo dello Stato: «gli infortuni sul lavoro e le morti bianche costituiscono un fenomeno sempre inaccettabile» e «la loro significativa riduzione nel 2010 deve essere considerata non un traguardo ma una tappa del percorso volto ad assicurare la piena osservanza di tutte le norme a garanzia della salute e dell'integrità fisica dei lavoratori». Dunque, «pur nella crisi economica generale che negli ultimi anni ha colpito il nostro Paese e tutto il mondo occidentale, non può abbassarsi la guardia riducendo gli investimenti nel campo della prevenzione e della sicurezza sul lavoro, perciò necessario - ha sottolineato ancora - continuare a contrastare con determinazione la piaga del lavoro nero al quale troppo spesso si accompagnano forme di sfruttamento e di violazione delle norme a tutela della sicurezza»,. Sottolineando come il «tragico crollo di Barletta che ha provocato la morte di giovani donne costrette a un lavoro nero vergognosamente sottopagato ha gettato la luce su pratiche intollerabili».