20 agosto 2019
Aggiornato 08:00
Delitto di Perugia

Meredith: Barani, la sentenza conferma la necessità di riforma della Giustizia

Il Deputato del PDL: «Come garantista l'iter della vicenda mi fa rabbrividire»

ROMA - «Dal punto di vista umano la sentenza di ieri sera a Perugia non può che farmi piacere, dal momento che in gioco c'era il futuro di due giovani, ma al contempo, da socialista garantista l'iter giuridico di questa vicenda mi fa rabbrividire». Lo ha detto in una nota Lucio Barani, deputato Pdl e segretario Nazionale del Nuovo Psi. «Non è possibile immaginare - ha aggiunto - che la libertà di due giovani, ieri riconosciuti estranei ai fatti loro ascritti, sia stata privata per 4 lunghi anni e che il loro futuro, oltre ovviamente al passato, sia comunque in parte compromesso a causa di una sentenza di primo grado, completamente ribaltata in appello. Le due sentenze non collimano in nulla, dal momento che si è passati da una sentenza con pena a più di vent'anni alla libertà immediata per entrambi gli imputati». «E' lapalissiano che qualcuno ha sbagliato e, come avviene per qualsiasi altra categoria professionale questo qualcuno deve essere messo di fronte alle proprie responsabilità e deve essere giudicato per il proprio operato».

«In generale, la discrasia che talvolta si manifesta tra le richieste dei pm e le sentenze dei magistrati giudicanti - ha sottolineato Barani - rappresentano una vera e propria aberrazione dell'intero sistema giudiziario italiano. Il lavoro dei pm, dentro e fuori dalle aule dei tribunali non può basarsi sulla convinzione della colpevolezza di un indagato, perché spesso le proprie convinzioni possono rivelarsi errate e nel frattempo c'è qualcuno che ne paga le conseguenze. Né può essere influenzato dalla smania di assicurare un colpevole alla giustizia, perché se da un lato si chiede la certezza della pena, dall'altro questa deve essere supportata dalla certezza della colpevolezza».

«Quando quindi ci si trova di fronte ad una richiesta di ergastolo da parte dello Stato e ad un'assoluzione piena 'in nome del popolo italiano' perché il fatto non sussiste, c'è qualcosa che non va e che mina - ha concluso il deputato - la bontà della nostra giustizia che pertanto andrebbe riformata alla luce delle istanze garantiste e riformiste proprie del socialismo».