20 settembre 2019
Aggiornato 11:30
Perugia | Omicidio Meredith

«Amanda e Raffaele non hanno ucciso Meredith»

I due ragazzi assolti entrambi con formula piena. In primo grado erano stati condannati rispettivamente a 26 e 25 anni di carcere. Unico condannato per l'omicidio a questo punto è Rudy Guedé, a 16 anni di carcere in via definitiva

PERUGIA - I giudici della corte d'Assise d'appello del tribunale di Perugia, dopo oltre 10 ore di camera di consiglio, hanno assolto Amanda Knox e Raffaele Sollecito, accusati di avere ucciso, nella notte tra l'1 e il 2 novembre del 2007, la studentessa inglese Meredith Kercher nella casa di via della Pergola, nel capoluogo umbro. Colpevole invece di calunnia Amanda, condannata a 3 anni di reclusione (già scontati).
In primo grado i due erano stati condannati rispettivamente a 26 e 25 anni di carcere. Amanda all'inizio della lettura era tesissima, già quasi in lacrime prima della sentenza, Raffaele invece era più tranquillo.

Una assoluzione che era già nell'aria intorno alle 19 di oggi. La decisione del presidente Claudio Petrillo Hallmann ha accolto tutte le obiezioni sollevate dalla difesa e soprattutto la Corte si è completamente fidata dalla perizia formulata dai periti nominati dalla corte stessa sulla presunta e non più arma del delitto che sul gancetto di reggiseno appartenente alla vittima Meredith Kercher.
Folla letteralmente impazzita per la sentenza. Fischi all'avvocato di Raffaele Sollecito. Il pubblico grida «vergogna, vergogna». Sono oltre mille i manifestanti in piazza che non condividono la sentenza emessa dalla Corte d'appello e che additano come responsabili gli avvocati della difesa.
Teoricamente, Amanda e Raffaele sono liberi già da stasera e Amanda, come hanno detto più volte i familiari, potrebbe lasciare l'Italia già in serata.
In appello Amanda e Raffaele sono stati assolti quindi con formula piena dall'accusa di avere ucciso Meredith Kercher, in base al primo comma dell'articolo 530 del codice di procedura penale, che prevede l'assoluzione perchè «il fatto non sussiste».

Unico condannato per l'omicidio a questo punto è Rudy Guedé, a 16 anni di carcere in via definitiva.

Grande gioia in aula alla lettura della sentenza fra i familiari degli imputati, impietrita la famiglia Kercher, che non rilascerà commenti comunque fino a domattina; ma fuori dal tribunale si è scatenato un clima da caccia alle streghe con grida di «vergogna, vergogna» e proteste contro gli avvocati degli imputati.

La storia del processo, in primo grado condanna a 26 e 25 anni

Assolti. Come molti si aspettavano già dal pomeriggio, i giudici della Corte d'Assise d'appello di Perugia hanno infine ribaltato la sentenza di primo grado sull'omicidio di Meredith Kercher: Amanda Knox e Raffaele Sollecito, arrestati il 6 novembre del 2007 e poi condannati per il delitto rispettivamente a 26 e 25 anni di carcere, tornano ora in libertà e sono stati assolti dall'accusa di avere ucciso Meredith Kercher.

Sono passati quasi 4 anni da quando Amanda e Raffaele finirono in carcere, in totale 1.448 giorni, accusati di avere ucciso Meredith 4 giorni dopo il ritrovamento del cadavere della ragazza inglese, uccisa la notte tra l'1 e il 2 novembre con alcuni fendenti alla gola. Il corpo senza vita viene trovato nella camera da letto della ormai famosa casa di via della Pergola, a Perugia, coperto da un piumone.

Il 15 novembre sembra arrivare la conferma dell'identità degli assassini di Meredith grazie al ritrovamento, molto discusso, di un coltello da cucina appartenente a Raffaele Sollecito: sulla lama furono identificate tracce del dna di Meredith, mentre quelle di Amanda vengono rilevate sull'impugnatura. In pochissimi giorni di indagini, tra il 19 e il 20 novembre, esce di scena Patrick Lumumba, perchè viene confermato il suo alibi da alcuni testimoni: si trovava nel suo locale la sera dell'omicidio.
Lumumba era stato tirato in causa da Amanda durante un interrogatorio fatto, denuncerà poi la giovane, senza avvocato e traduttore. Secondo la Knox le accuse sbagliate rivolte a Lumumba furono un equivoco frutto di un messaggio inglese che ha tratto inganno la polizia.

Entra poi in scena Rudy Hermann Guede, 21 anni, che vive a Perugia in affidamento presso una famiglia: è ricercato per omicidio aggravato e violenza sessuale. Il ragazzo è fuggito in Germania ed è stato bloccato dalla polizia. Il 19 giugno 2008 i pubblici ministeri Giuliano Mignini e Manuela Comodi depositano l'atto di chiusura indagine che precede la richiesta di rinvio a giudizio. Per loro Metz fu uccisa da Amanda, Raffaele e Rudy per futili motivi, probabilmente per essersi rifiutata di prendere parte a un gioco erotico di gruppo. Il 18 gennaio 2009 scatta il processo ad Amanda e Raffaele, che si concluderà il 5 dicembre con una sentenza di colpevolezza per entrambi e la condanna, rispettivamente, a 26 e 25 anni di carcere. Mentre Rudy Guede, tra patteggiamenti e altri gradi di giudizio, viene condannato in via definitiva a 16 anni.

Il 24 novembre del 2010 si apre a Perugia il processo d'appello per Amanda e Raffaele. Per la prima volta la Corte accoglie la richiesta della difesa di una nuova perizia super-partes sul Dna per via dei troppi errori commessi e per la quantita di Dna esaminato, considerato troppo poco per essere attendibile. Il 29 giugno del 2011 i nuovi periti smontano la perizia della scientifica: «Non è attendibile e non si sono seguite le linee standard scientifiche», dicono.

Siamo agli ultimi atti. Il 24 e 25 settembre scorsi l'accusa chiede l'ergastolo. Le difese, invece, l'assoluzione perchè i due ragazzi non avrebbero commesso il fatto. Oggi Amanda Knox e Raffaele Sollecito, rivolgendosi alla corte, si sono proclamati innocenti, chiedendo l'assoluzione. La sentenza di secondo grado ha oggi aperto ai due giovani le porte al futuro.