19 luglio 2024
Aggiornato 00:30
Legge elettorale

La Lega pensa al «Provincellum», Maroni allontana le urne

Ma nel partito aumentano le tensioni congressuali, rischio conta a Varese

MILANO - La smentita arriva direttamente da Roberto Maroni: il suo presunto via libera al voto anticipato è frutto di «retroscena infondati, io ho parlato solo del referendum». Perchè le interpretazioni delle dichiarazioni del ministro dell'Interno a sostegno del referendum anti-porcellum avevano destato sorpresa in tutti gli uomini più vicini al ministro dell'Interno: «Il voto in primavera è l'ultima cosa che vogliamo», ripetevano anche oggi prima che Maroni chiarisse definitivamente.

Anzi, spiegano i maroniani, celebrare il referendum «è il modo migliore per garantire la durata naturale della legislatura, visto che la consultazione non si terrebbe prima di giugno». Un obiettivo che, con ragionamenti diversi ma convergenti, vede d'accordo il ministro dell'Interno e Roberto Calderoli. Che intanto lavora al sistema elettorale che potrebbe essere approvato dopo il referendum: un mix tra sistema provinciale e regionale, spiega chi ha assistito a qualche conversazione sul tema, già ribattezzato Provincellum.

Del resto, i ragionamenti portati avanti in questi mesi dai maroniani partivano proprio dal presupposto che il rischio da evitare fosse quello di un voto anticipato alla primavera del 2012: «Si rivoterebbe col 'Porcellum', saremmo forzati all'alleanza con Berlusconi, saremmo travolti dal calo dei consensi che sta subendo in questi mesi il premier», spiega un deputato. Con diverse argomentazioni, anche Calderoli spinge per un prosieguo della legislatura, che vorrebbe ancora «costituente». Insomma, posizioni che un maroniano doc definisce «complementari».