11 dicembre 2019
Aggiornato 18:30
La crisi del debito

Della Valle a Repubblica: «Diamo il volante a chi sa guidare»

Il patron della Tod's: «L'Italia si può salvare con il concorso di politici di destra e di sinistra. L'idea che io voglia fare politica non esiste»

ROMA - Nessun passo indietro e nessuna voglia di fare politica. Diego Della Valle torna a parlare del suo appello che riscriverebbe «tale e quale» e, in un colloquio con Repubblica, precisa che solo in Italia capita che «un cittadino esprima le sue opinioni sul suo Paese e venga giù il finimondo». E si dice d'accordo con il presidente Giorgio Napolitano che ieri ha detto «la politica siamo tutti noi». «Io sono d'accordo con Napolitano: C'è bisogno di una politica migliore», osserva.
«L'Italia si può salvare con il concorso di politici di destra e di sinistra, ma a una condizione: che si metta il volante nelle mani di chi sa guidare», afferma Della Valle.

«L'idea che io voglia fare politica non esiste», sottolinea il patron della Tod's che richiama l'attenzione sul malessere della gente che «è preoccupata ed è proprio questo che la politica deve capire». Della Valle campione dell'anti-politica? «Non è assolutamente così. Ho riletto il mio testo, lo rifarei tale e quale. Non è affatto contro la politica anche perchè sono convinto che spetti alla politica guidare il paese. Il mio è un richiamo alla buona politica, quella di cui lo Stato e la società hanno bisogno. Lo dico con chiarezza. Altro che anti-politica! Io sono per la buona politica, che può rimettere le cose a posto. Senza politica non si va da nessuna parte».

Della Valle precisa di non aver parlato del Governo e del Premier nel suo appello e non vuole che nascano polemiche inutili, non vuole che il suo discorso «finisca nel teatrino del botta e risposta quotidiano tra i professionisti della convegnistica». Cambiare i ministri allora? «Abbiamo ministri palesemente inadeguati». E aggiunge: «Ci sono ministri adatti a tempi così duri, ministri all'altezza della situazione e che possono svolgere un ruolo importante perchè è chiaro che il Paese avrà bisogno di un governo tecnicamente preparato. E allora bisogna dire con chiarezza che le persone non adeguate dovranno farci il piacere di impegnarsi di più».

Invita, quindi, ad aprire gli occhi: «Gli operai stanno già facendo sacrifici. Spetta a tutti fare la propria parte. Si può uscire da questa fase solamente unendo la buona politica, il mondo delle imprese, quello del lavoro e la società civile».