19 novembre 2019
Aggiornato 14:00
Caso Romano

I Radicali non «sfiduciano» Romano, il Pd valuta l'espulsione

Franceschini: «Comportamento intollerabile». Domani direttivo del gruppo parlamentare. Cicchitto: «Se il Pd espelle i Radicali trionfa il giustizialismo»

ROMA - I Radicali rischiano l'espulsione dal gruppo Pd della Camera per la decisione di non partecipare al voto di sfiducia al ministro Romano. Decisione della quale non avevano neanche informato il gruppo parlamentare a cui appartengono, quello appunto dei Democratici.
Subito dopo il voto dell'Aula sulla mozione di sfiducia si è riunito l'ufficio di presidenza del gruppo del Pd per esaminare il caso al termine del quale Dario Franceschini ha spiegato: «Domani è stato convocato il direttivo del gruppo, che in base allo statuto è competente per valutare casi come questi. E' chiaro che il comportamento dei radicali è incomprensibile, intollerabile e non era stato nemmeno preannunciato», ha sottolineato.
Già nel pomeriggio, ha ricordato Franceschini, «i radicali avevano votato in difformità dal gruppo sul ddl per le professioni mediche. Questo non rientra nella normalità. Quello su Romano però è un voto politico. Domani ne parleremo con loro e valuteremo».
Lo statuto prevede in questi casi prima un richiamo orale, di fatto già lanciato in Aula da Roberto Giachetti, poi uno scritto, la sospensione dal gruppo e infine l'espulsione.

Cicchitto: «Se il Pd espelle i Radicali trionfa il giustizialismo» -«Se il Pd decide l'espulsione dei radicali da' prova che il giustizialismo viene portato alle estreme conseguenze». Lo ha affermato il capogruppo Pdl Camera Fabrizio Cicchitto, commentando l'annuncio della possibile espulsione dei Radicali dal gruppo Pd a seguito del mancato voto sulla mozione di sfiducia al ministro Romano presentata dai democratici.