16 novembre 2019
Aggiornato 01:30
Governo | Maggioranza

La Camera vota oggi sulla sfiducia a Romano. Lui tranquillo: ho i numeri

Sulla carta 320 contrari, 306 a favore. Unica incognita le assenze. Alle 15,30 in piazza Montecitorio movimento dei viola e diverse associazioni hanno promosso una catena umana intorno alla Camera

ROMA - Sulla carta, il governo dovrebbe passare indenne la votazione di oggi in Aula alla Camera sulla mozione di sfiducia presentata da Pd e Idv nei confronti del ministro dell'Agricoltura, Saverio Romano: sono 320 i voti contrari al documento dell'opposizione, 306 quelli a favore. Ben 14 voti di differenza che fanno sì che l'unica sorpresa possa venire soltanto dalle assenze. Ma lo stesso Ministro, accusato di concorso in associazione mafiosa, si è mostrato sereno in Transatlantico nel giorno della vigilia e annunciato ai cronisti che prenderà la parola davanti all'Assemblea per difendersi. L'aula inizierà a discutere sulla sfiducia a Romano a partire dalle 16. Alle 15,30 in piazza Montecitorio movimento dei viola e diverse associazioni hanno promosso una catena umana intorno alla Camera «a difesa delle Istituzioni».

In difesa del Ministro siciliano pronunceranno il loro voto sfilando sotto il banco della presidenza (il voto è per appello nominale) 217 deputati del Pdl (tutto il gruppo ad eccezione di Alfonso Papa, detenuto a Poggioreale, e Pietro Franzoso, ricoverato a Bari dopo un incidente), 59 della Lega che ha ribadito il suo no alla sfiducia, 29 di Popolo e Territorio. Mentre nella variegata compagine del gruppo Misto, Romano potrà contare sui voti dei sette deputati di Grande Sud di Granfranco Miccichè per i quali, spiega Pippo Fallica, quello di oggi«è un voto politico sul governo, quindi non possiamo che dire di no alla sfiducia». No diranno anche Adolfo Urso e Andrea Ronchi, Mario Pepe, Luca Barbareschi, Calogero Mannino, Giancarlo Pittelli, Giuseppe Scalia.

Fuori dal coro stavolta invece il repubblicano Francesco Nucara che ha annunciato il suo voto a favore della sfiducia e di Antonio Buonfiglio, ex Fli passato al Misto che però lo scorso 23 settembre ha ricordato di aver sottoscritto la mozione, sottolineando: «Non posso essere schizofrenico ed essere in disaccordo con me stesso...». A favore della sfiducia voteranno inoltre i 25 deputati di Fli (tutti tranne il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che non vota), 22 dell'Idv, 206 del Pd, 35 dell'Udc, 5 dell'Api, 2 Liberaldemocratici, 3 delle Minoranze linguistiche, 4 di Mpa, Giorgio La Malfa e Giuseppe Giulietti. Mancherà certamente - ma ormai è diventata una consuetudine - il voto di Antonio Gaglione, deputato eletto nel Pd ma passato al Misto senza iscriversi ad alcuna componente.