13 luglio 2020
Aggiornato 22:00
Sbarchi Lampedusa

Immigrati, torna la tranquillatà a Lampedusa dopo gli scontri di ieri

Avviata la macchina dei trasferimenti. Viminale: «In 48 ore l'isola tornerà alla normalità»

LAMPEDUSA - E' trascorsa tranquillamente la notte a Lampedusa, teatro ieri mattina di violenti scontri tra tunisini, forze dell'ordine e isolani. Ieri sera si è rimessa in moto la macchina dei trasferimenti, ferma da alcuni giorni, per evacuare dalla maggiore delle Pelagie i circa mille extracomunitari che da martedì avevano dato vita ad una rivolta culminata nel vasto incendio che ha distrutto gran parte del centro di Contrada Imbriacola. Un fitto ponte con aereo, che si è avvalso anche del contributo di due velivoli C-130 messi a disposizione dall'Aeronautica militare, ha già portato via dall'isola circa 300 immigrati. Le operazioni di sgombero andranno avanti tutta la giornata e la situazione, secondo quanto previsto dal piano del Viminale, dovrebbe tornare alla normalità entro le prossime 48 ore.

Accolto dunque il disperato appello lanciato ieri dal sindaco di Lampedusa Bernardino De Rubeis, che aveva chiesto a gran voce un'azione di forza del governo dopo l'escalation di tensione. Sempre nella notte, poi, un gruppo di tunisini, trasferito ieri alla base di Sigonella, è stato accompagnato a Palermo per essere imbarcato a bordo di una nave messa a disposizione dal governo.

Ieri pomeriggio, ad Agrigento, sono stati fermati 8 tunisini coinvolti nella rivolta al centro d'accoglienza. Per loro al momento l'accusa è di danneggiamento, resistenza a pubblico ufficiale e incendio, sebbene la Procura stia vagliando l'ipotesi di aggiungere a queste anche il reato di strage. I tunisini ancora a Lampedusa, intanto, hanno trascorso la notte all'interno del cie, dormendo nella zona non danneggiata dal rogo.

Ieri mattina la situazione era precipitata quando un gruppo di magherbini aveva minacciato di far esplodere delle bombole di gas vicino ad una pompa di benzina al molo vecchio. Il timore di incidenti, e l'esasperazione, ha fatto sì che i cittadini dell'isola reagissero innescando degli scontri che hanno coinvolto anche le forze dell'ordine schierate in assetto antisommossa. Alla fine undici persone, tra tunisini e agenti, sono rimaste ferite e sono state medicate al poliambulatorio. Per una di loro, un tunisino, è stato necessario il trasferimento in elisoccorso a Palermo.

Non dovrebbero subire stravolgimenti, infine, i festeggiamenti della Madonna di Porto Salvo, la patrona di Lampedusa, il cui svolgimento ieri sembrava compromesso.