19 gennaio 2020
Aggiornato 09:30
Via ai trasferimeni degli immigrati. Stasera ne partono 300

Lampedusa, fermati alcuni tunisini per gli scontri al CIE

Maraventano (Lega): «Tunisini criminali, vanno mandati via». Al via ponte aereo dell'aeronautica per svuotare l'isola. Anfp: «L'immigrazione è una questione di ordine pubblico». Borghezio: «Su Lampedusa l'Europa non può più tacere»

LAMPEDUSA - Saranno evacuati entro 48 ore i circa 800 tunisini presenti a Lampedusa, che stamattina hanno dato vita a violenti scontri con forze dell'ordine e isolani. Gli extracomunitari sono stati ricondotti nel pomeriggio al centro d'accoglienza di contrada Imbriacola parzialmente distrutto dal vasto rogo appiccato ieri pomeriggio.
Circa 300 extracomunitari verranno trasferiti già da questa notte a bordo dei C-130 dell'Aeronautica giunti sull'isola, e successivamente l'operazione dovrebbe essere completata nell'arco di 48 ore con la partenza degli altri 500.
Intanto in serata si sono registrati i primi fermi a seguito degli scontri avvenuti all'interno del centro d'accoglienza e per le strade del paese, che hanno causato il ferimento di una decina di persone tra extracomunitari e uomini delle forze dell'ordine.

Maraventano: «Tunisini criminali, vanno mandati via» - Di fronte alla rivolta sull'isola di Lampedusa il vicesindaco di Lampedusa e senatrice della lega Nord, Angela Maraventano, non ha dubbi: i «tunisini criminali vanno mandati via e arrestati in Tunisia», anzi «chiederò al Governo di chiedere i danni», ma anche «l'Onu e tutte le associazioni devono andare via dall'isola».
«L'ONU e le organizzazioni che lavorano per gli immigrati sull'isola se ne devono andare, tutte le organizzazioni non hanno mai fatto nulla. Chiederò al ministro Maroni l'allontanamento di queste persone», ha detto alla Zanzara su Radio 24 il vicesindaco di Lampedusa Maraventano, spiegando che «hanno sostenuto delle situazioni che non vanno e in questo caso non hanno fatto nulla, non hanno saputo nemmeno tranquillizzarli». «Quelli dell'Onu - continua Maraventano - sono venuti qui hanno messo le tende e non hanno fatto mai nulla».
Ma la senatrice leghista punta il dito soprattutto sugli immigrati: «Siamo il popolo più accogliente del mondo abbiamo fatto il massimo», ma «i tunisini sono dei criminali vanno mandati via immediatamente e in Tunisia arrestati. Chiederò al Governo di chiedere i danni. Linea dura. Gli abbiamo salvato il culo perché li abbiamo salvati in mare e guarda come ci ringraziano, con il fuoco». «Sono dei delinquenti - incalza la senatrice durante l'intervento su Radio 24 - è la seconda volta che hanno appiccato il fuoco e mi hanno fatto alzare la pressione alta a 160 con questi scontri. Ma dobbiamo farci ammazzare da questi delinquenti?».

Al via ponte aereo dell'aeronautica per svuotare l'isola - A Lampedusa stanno arrivando gli aerei dell'Aeronautica militare che faranno la spola per trasferire gli immigrati a Palermo. A quanto si apprende, per il Viminale infatti la «priorità» è svuotare l'isola, e per questo è stato chiesto l'intervento dell'aeronautica militare per fare letteralmente la spola per trasferire gli immigrati.
Da Palermo gli immigrati saranno poi distribuiti nei vari centri a seconda delle disponibilità di posti, in base anche alle indicazioni della protezione civile, e in attesa dei rimpatri.
Saranno quindi utilizzati aerei ma anche navi per arrivare al più presto allo svuotamento dell'isola.
Il sottosegretario all'Interno con delega all'immigrazione e asilo, Sonia Viale infatti aveva assicurato oggi che l'isola sarebbe stata libera entro 48 ore.
Intanto prosegue il programma di rimpatri «accelerato» dopo la visita di lunedì scorso del ministro dell'Interno Maroni a Tunisi: anche oggi sono stati rimpatriati circa 100 immigrati con due voli.

Anfp: «L'immigrazione è una questione di ordine pubblico» - La rivolta di Lampedusa dimostra che l'immigrazione «è una questione di ordine pubblico» sottolinea l'Anfp, l'associazione nazionale dei funzionari di polizia, secondo cui l'unica soluzione per evitare «tensioni che possono degenerare» è distribuire i 1300 tunisini presenti sull'isola nei vari centri sul territorio nazionale, «evitando di creare pericolosi ammassamenti».
«La rivolta di Lampedusa, come le precedenti, dimostra che il problema immigrazione si sta trasformando in una delicatissima questione di ordine pubblico dove le tensioni possono degenerare fino a compromettere l'incolumità degli immigrati, dei cittadini e dei poliziotti chiamati a riportare l'ordine in situazioni esasperate», sottolinea Enzo Marco Letizia, il segretario nazionale dell'Anfp. «Occorre far presto e - avverte Letizia - spalmare nei vari centri del territorio nazionale i 1300 tunisini evitando di creare pericolosi ammassamenti di soggetti disposti a tutto pur di non far rientro in patria». Inoltre, «vanno inoltre sollecitate le autorità tunisine ad accogliere rientri straordinari di immigrati clandestini per una politica di deterrenza nei confronti di quelle organizzazioni criminali che lucrano sulla disperazione di soggetti che scappano dalla fama in cerca di un futuro migliore».

Borghezio: «Su Lampedusa l'Europa non può più tacere» - Chiede addirittura l'intervento dell'Unione Europea il parlamentare Mario Borghezio, che sulla vicenda di Lampedusa è intervenuto a titolo personale. «L'Ue non può continuare a tacere di fronte allo scatenamento della violenza distruttiva degli immigrati clandestini nel «Centro» di Lampedusa» le parole dell'onorevole che ha aggiunto: «I Lampedusani, che da anni chiedono il rispetto delle regole di convivenza civile e hanno continuato a subire le conseguenze negative degli sbarchi, hanno dato prova di un grandissimo senso di tolleranza. Ma ora la loro pazienza è finita».
«L'Europa - ha sottolineato Borghezio - deve decidersi a farsi carico dei diritti delle popolazioni autoctone assumendosi, come chiede insistentemente il Governo italiano, le proprie responsabilità, prendendo finalmente una posizione chiara in tema di respingimenti e riaccompagnamenti». Per questo, ha concluso Borghezio, «il piano di aiuti alla Tunisia e agli altri Paesi del Nord Africa deve essere subordinato al rigoroso rispetto delle accordi in tema di immigrazione».