28 gennaio 2020
Aggiornato 10:30
Tunisini radunati all'interno del CIE

Lampedusa, entro 48 ore i clandestini saranno trasferiti

Il Sottosegretario all'Interno Viale: «Tunisini in rivolta perchè consapevoli del loro rimpatrio». Finocchiaro: «Maroni subito in Senato su Lampedusa». Sap: «I centri di accoglienza sono bombe a orologeria». Save the Children: «Ancora 100 i minori a Lampedusa»

ROMA - Il Sottosegretario all'Interno con delega all'immigrazione e asilo, Sonia Viale, annuncia che nelle prossime 48 ore «tutti i clandestini presenti a Lampedusa saranno trasferiti per essere rimpatriati».
Viale in una nota del Viminale esprime la «più ferma condanna per le violenze in corso sull'isola di Lampedusa e conferma la massima e costante attenzione del Viminale su quanto sta accadendo».
«Gli atti vandalici e le rivolte poste in essere dai cittadini tunisini - afferma Viale - nascono dalla loro consapevolezza di essere rimpatriati. Tali episodi di inaccettabile violenza non modificano il piano dei rimpatri, che prosegue e non subirà rallentamenti».
«Entro le prossime 48 ore - aggiunge - tutti i clandestini presenti a Lampedusa saranno trasferiti per essere poi rimpatriati. Un ringraziamento va al Prefetto, al Questore, alle Forze dell'ordine ed ai Vigili del Fuoco che stanno tenendo un comportamento attento e responsabile in un momento di forte tensione».

Arci: «Fermare le violenze e provvedere ai trasferimenti» - «Potremmo dire l'avevamo detto: Quanto sta succedendo in queste ore a Lampedusa è l'epilogo di una situazione portata all'esasperazione dalla latitanza di un governo che non ha voluto assumersi le responsabilità che gli competono». E' molto duro il commento dell'Arci a quanto sta accadendo in queste ore sull'isola di Lampedusa, dove si è scatenata una vera e propria guerriglia che coinvolge migranti, residenti e forze dell'ordine.
L'associazione ha infatti denunciato come siano «settimane che si susseguono gli appelli delle associazioni che assistono i migranti a procedere con urgenza al loro trasferimento nei centri di accoglienza diffusi sul territorio nazionale. Si è scelto invece - ha sottolineato l'Arci in una nota - di tenerli ammassati per giorni e giorni nel Cspa di Lampedusa, assolutamente inadeguato ai lunghi trattenimenti, peraltro illegittimi, come abbiamo sempre denunciato, alimentando frustrazione e rabbia».

Tunisini radunati all'interno del CIE - Sono stati radunati nell'atrio del centro d'accoglienza di Contrada Imbriacola i circa 900 tunisini fuggiti ieri dalla struttura, semidistrutta da un vasto rogo che ne ha reso inagibili tre padiglioni su quattro.
Gli extracomunitari, sorvegliati dalle forze dell'ordine dopo i violenti scontri della mattina, dovrebbero essere trasferiti da Lampedusa già nelle prossime ore con un fitto ponte aereo.

De Rubeis a Maroni: «Entro stasera Lampedusa sia vuota» - Da 10 giorni il sindaco di Lampedusa, Bernardino De Rubeis, parla «con mezzo mondo per dire che questi immigrati, che già si sentivano braccati, dovevano essere rapidamente trasferiti per evitare che si ripetesse quello che è accaduto nel marzo del 2009»: la vicenda, invece, spiega De Rubeis in una intervista a Repubblica tv, «si è ripetuta, gli immigrati hanno dato fuoco a 3 padiglioni su 4, poi sono fuggiti nelle strade del territorio, alcuni gruppi si sono posizionati vicino la pompa di benzina nei pressi del porto vecchio determinando problemi sicurezza».

Finocchiaro: «Maroni subito in Senato su Lampedusa» - Il Pd chiede che il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, riferisca «immediatamente» in Senato su ciò che sta avvenendo a Lampedusa. «Le immagini che stanno facendo il giro del mondo - afferma la presidente dei senatori democratici, Anna Finocchiaro - appaiono una ulteriore conferma del fatto che la situazione degli sbarchi e della permanenza dei migranti sul territorio del nostro Paese, nonostante la demagogia e gli annunci fatti in pompa magna dal Presidente del Consiglio, di ville, parchi e casinò, non è assolutamente governata».

Save the Children: «Ancora 100 i minori a Lampedusa» - Si trovano presso l'ex base Loran i circa 100 minori ancora presenti sull'isola di lampedusa, sconvolta in queste ore dalla protesta degli immigrati stipati nei padiglioni del centro di accoglienza dato ieri alle fiamme.
Come sottolineato a Tm News dalla dottoressa Rafaela Milano, responsabile progetti Italia-Europa per Save the Children, «la situazione presso l'ex base non è certo tranquilla» nonostante «non sia interessata dagli scontri» che stanno interessando l'isola. «Chiediamo che i minori vengano allontanati da quella che è una struttura inadeguata».

Sap: «I centri di accoglienza sono bombe a orologeria» - «La situazione di Lampedusa, di Bari, degli altri Cie e Cara italiani è una bomba ad orologeria. Allungare i tempi di permanenza degli immigrati in queste strutture è stato un errore ed ancor più grave è il comportamento del Governo che anche nell'ultima manovra finanziaria ha predisposto una serie di ulteriori tagli che penalizzeranno maggiormente l'efficienza delle forze dell'ordine, già in asfissia di risorse». E' quanto afferma Nicola Tanzi, segretario generale del sindacato di polizia Sap, durante la riunione dell'esecutivo nazionale dell'organizzazione, in corso a Rimini.

Siulp: «Governo irresponsabile» - «Le scene di guerriglia che si stanno susseguendo in queste ore a Lampedusa e che rischiano di generare, come anticipato dal Sindaco di quella città, una vera e propria guerra civile tra cittadini lampedusani esasperati e i «disperati» ospitati nel Centro devastato ha un responsabile certo: il Governo complice anche, come ha sempre fatto in questi tre anni, la sua azione di roboanti annunci e di nessuna concretezza». E' quanto afferma Felice Romano, Segretario Generale del Siulp, sindacato di polizia, che indica il governo come «responsabile» per tutti i feriti che si verificheranno tra le fila delle forze di polizia.
I Centri di accoglienza - ha sottolineato ROmano - sono diventati delle vere e proprie bombe ad orologeria «ma il governo non ha voluto ascoltarci». Anzi, con «l'inutile e dannosa anticipazione fatta alla stampa di volerne rimpatriare 100 al giorno» si «è creato l'innesco che ha fatto deflagrare la bomba di Lampedusa».

Ugl Polizia: «Disastro annunciato causato da incoscienza» - «Quanto sta accadendo a Lampedusa è un disastro annunciato perchè era facilmente prevedibile immaginare quello che sarebbe successo nell'isola siciliana». E' quanto sottolineato dal segretario nazionale dell'Ugl Polizia di Stato Valter Mazzetti in merito ai disordini provocati dagli immigrati ospitati nel Cie dell'isola siciliana.
Secondo il segretario «pretendere di far funzionare un Centro di Identificazione costringendo il personale delle forze dell'ordine ad operare con carenza di mezzi e di uomini a fronte di un numero di migranti molto superiore alle disponibilità della struttura, costituisce un grave gesto di incoscienza che va sanzionato con una denuncia per lesioni colpose, le lesioni patite dai poliziotti feriti che sono costretti a svolgere il loro lavoro in questo contesto impossibile».

Cisl: «Serve un coordinamento europeo per gestire l'emergenza» - «Seguiamo con attenzione quanto avviene nel mare e sull'isola di Lampedusa dove continuano a destare preoccupazione le condizioni di difficoltà in cui si trovano a vivere ed operare tutte le parti coinvolte dall'emergenza sbarchi: gli operatori addetti al soccorso in mare ed all'accoglienza sulla terraferma, i lampedusani, oltre, ovviamente, alle persone che, su vere carrette del mare ed in balia delle onde, chiedono aiuto». Così in una nota Liliana Ocmin, segretario confederale della Cisl, a proposito dei disordini degli ultimi giorni nel centro di accoglienza di Lampedusa, dove ieri è divampato un incendio.

Cgil: «Governo responsabile della situazione» - «Il Governo è direttamente responsabile di quanto accade a Lampedusa». Lo sostiene Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil con delega ai problemi dell'immigrazione. «Gli scontri, le violenze, le sofferenze di Lampedusani e migranti - spiega la sindacalista - vanno ascritti per intero all'improvvisazione, alla superficialità ed alla strumentalità con cui si è affrontata fin'ora, e si continua nonostante tutto ad affrontare il tema dell'accoglienza ai migranti».
Una tragedia annunciata, secondo la Cgil. «Del resto - dice infatti Lamonica - quanto oggi accade era stato ampiamente annunciato da quanti, associazioni, sindacati, Unchr, stanno provando a misurarsi con l'assurdità di quella situazione. Peraltro forse anche il governo si aspettava l'esplosione visto che nei giorni scorsi aveva rafforzato, e di molto, la presenza di militari e forze dell'ordine».

D'Alia: «Lampedusa esasperata, governo dica come agirà» - Il presidente dei senatori dell'Udc, Gianpiero D'Alia, ha inviato un'interrogazione al ministro dell'Interno per sapere «quali misure intenda adottare» dopo i «gravissimi» incidenti scoppiati sull'isola di Lampedusa.
Nel testo D'Alia chiede come il Governo abbia intenzione di agire «per evitare che la situazione di emergenza non degeneri ulteriormente» creando «gravissimi» rischi per l'incolummità «per le forze dell'ordine, i lampedusani e gli stessi immigrati.
Nella stessa interrogazione, il capogruppo centrista a palazzo Madama chiede di sapere «in quali condizioni versi il centro di accoglienza dell'isola di Lampedusa, perché e quanti immigrati siano ancora presenti nel centro di accoglienza» e soprattutto «quale status gli sia stato riconosciuto».