5 aprile 2020
Aggiornato 03:30
Caso Milanese | Maggioranza

Bossi dice no all'arresto di Milanese, ma la Lega si spacca

Divisione anche sulla manovra, ma Maroni stoppa le dimissioni di Fontana, Sindaco di Varese

ROMA - Il caso Marco Milanese, e il caso Attilio Fontana. L'unità che la Lega vuole ostentare, almeno fino alla Festa dei Popoli di questo weekend, mostra in realtà due crepe, e anche profonde: la prima sull'arresto dell'ex braccio destro di Giulio Tremonti, la seconda sul divieto di partecipazione per i sindaci leghisti alle manifestazioni Anci contro la manovra.

«Non mi piace fare arrestare la gente», sentenzia lapidario Umberto Bossi commentando la decisione dei rappresentanti leghisti in Giunta per le autorizzazioni di votare contro il carcere per Milanese. Decisione per la quale esultano i deputati vicini a Reguzzoni e al 'cerchio magico', ma che mette in profondo imbarazzo i parlamentari 'maroniti': «E' inspiegabile, non si capisce più qual è la linea della Lega». E subito dopo: «Per noi non si può non votare a favore dell'arresto». Ma l'atteggiamento battagliero dei deputati vicini al ministro dell'Interno è frenato per ora dallo stesso Maroni, che - spiegano i suoi uomini - non vuole forzare la mano prima della tre giorni sul Po. Anche perchè, è la speranza, anche questa volta si potrebbe trovare una soluzione con la libertà di coscienza. Ipotesi prospettata peraltro in serata da Luca Paolini, che poi chiarisce: «Faremo una riunione di gruppo, illustreremo la nostra relazione, poi ci saranno le indicazioni del partito e del segretario federale». Ma in ogni caso, i maroniti ritengono che la soluzione sia ancora praticabile, «come fu fatto per Papa, per evitare una spaccatura evidente».

Del resto, che in questa fase Maroni non voglia forzare lo si capisce anche dalla gestione delle proteste dei sindaci sulla manovra. Ieri il Consiglio Federale del Carroccio ha vietato ai primi cittadini leghisti di partecipare alle manifestazioni dell'Anci contro il decreto, decisione che impatta in particolare su Attilio Fontana, sindaco di Varese e maronita di ferro, che è anche il presidente di Anci Lombardia. Carica da cui il primo cittadino varesino ha anche pensato di dimettersi, stoppato però proprio da Maroni. Che appunto vuole provare a tenere bassi i toni, almeno per questa settimana. Non aiutato però da Bossi, che sull'argomento è stato tranchant: «I sindaci leghisti che scioperano? Vuol dire che hanno tempo da perdere...». Frase che provoca le proteste, off the record, di più di un leghista: «Poteva anche evitare di dirla».

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