10 luglio 2020
Aggiornato 20:30
Inchiesta Area Falck

D'Alema: «Penati? Accuse pesanti». Bindi: «E' un problema politico del PD»

Il Presidente del Copasir: Ma giudichino i giudici e non i giornali. La «diversità» del Pd sta nel modo in cui si reagisce alle inchieste della magistratura»

MILANO - «Il nostro è un partito che ha sempre dimostrato grande sensibilità su queste cose e quindi è comprensibile che ci sia grande turbamento, le accuse hanno una portata che ci colpisce ma se queste sono fondate o meno lo dirà la magistratura». E' quanto ha affermato, Massimo D'Alema in merito all'inchiesta su un giro di presunte tangenti che vede indagato l'esponente del Pd, Filippo Penati.
Il presidente del Copasir ha sottolineato che Penati «si è sospeso dal partito, si è dimesso dalla carica di vicepresidente del Consiglio regionale lombardo, un comportamento corretto, quello del partito e di Penati, completamente diverso da quello tenuto da altri quando ci sono inchieste giudiziarie: Penati non è scappato, anzi chiede di essere sentito dai pm che finalmente lo ascolteranno nei prossimi giorni».
«Chiediamo ai magistrati di fare presto e di fare chiarezza» ha proseguito l'esponente del Pd, sottolineando la piena collaborazione del partito con la magistratura. «Credo sia il modo giusto con cui un grande partito deve reagire in un'indagine che ci turba - ha concluso D'Alema - , la fondatezza delle accuse la devono giudicare i giudici e non i giornali».

La «diversità» del Pd sta nel modo in cui si reagisce alle inchieste della magistratura. «Siamo diversi nei nostri comportamenti politici, nelle scelte politiche. Altri partiti di fronte alle indagini della magistratura gridano contro i magistrati, cercano di impedire lo svolgimento delle indagini, chiedono ispezioni ministeriali accusano i magistrati di essere politicizzati. Noi collaboriamo con la giustizia, sospendiamo dal Partito chi è colpito da gravi accuse, ancora non dimostrate. Io penso che la politica deve cercare di prevenire e questo è ciò su cui si sta lavorando con codici etici. Contrariamente a quello che si pensa l'esistenza di partiti è la garanzia di governi migliori, a differenza di quelli in cui i sistemi di partiti sono più slabbrati, dove prevale il personalismo. Perché in un sistema dove prevale il potere personale senza una struttura collettiva che lo controlli è più facile la corruzione».

Bindi: «Penati è un problema politico» - Il caso-Penati è espressione di un «problema politico» ed è necessario «fare di più». Lo ha detto la presidente del Pd Rosy Bindi durante la registrazione della puntata dell'Infedele che andrà in onda stasera su La7: «Abbiamo preso questa decisione peraltro per sancire una decisione che lo stesso Penati aveva assunto personalmente, questo gli va riconosciuto. E crediamo di aver tenuto il comportamento più corretto che deve tenere una forza politica e gli esponenti di un partito, separare la propria vicenda personale da quella del partito, farsi processare... e penso che da questo punto di vista possiamo rivendicare la nostra diversità».
«E' chiaro - ha aggiunto - che con le regole, lo statuto e il codice etico, non si assolve e non si chiarisce il problema politico che c'è, che esiste; perché se mai questi fatti fossero confermati, al di là delle responsabilità penali, emerge una concezione della politica, dei suoi rapporti con il mondo degli interessi, dell'economia, una concezione del partito dei suoi costi, della sua classe dirigente che io ritengo noi dobbiamo affrontare e cambiare, perché quell'alternativa che l'Italia aspetta da noi non è solo programmatica, non è solo economica, istituzionale, ma anche etica e quindi credo che sia il tempo per fare anche qualche cosa di più».