18 maggio 2024
Aggiornato 14:30
Pisanu protagonista

Udc, da domani la festa del Partito a Chianciano

Buttiglione: «Silvio, è finita. Pisanu ha dato voce a quello che pensano in molti». Sabato l'intervento di Casini

ROMA - «Silvio, è finita». Il messaggio al premier Berlusconi domani da Chianciano lo manderà il presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione, che aprirà il tradizionale appuntamento del partito centrista nella cittadina toscana. Al suo fianco, alle 17 nella tavola rotonda con Ernesto Galli Della Loggia dal titolo Il disturbo bipolare, ci sarà Beppe Pisanu che proprio oggi ha rilanciato in una intervista a Repubblica la necessità di dare vita al più presto a un governo di larghe intese invitando il presidente del Consiglio ad agevolarne la nascita con un passo indietro. Una proposta, quella del senatore del Pdl, cara all'Udc e al suo leader Pier Ferdinando Casini che va predicando un esecutivo di responsabilità nazionale da qualche anno.

«Pisanu - spiega Buttiglione interpellato a Montecitorio - ha dato voce a quello che pensano in molti: i sondaggi dicono che gli elettori non hanno più fiducia nel governo, né tantomeno ce l'hanno i mercati. Quindi Berlusconi deve farsi da parte. E presto perché il paese è sull'orlo della bancarotta». Il presidente dell'Udc assicura che quello «non nascerebbe un governo di vendetta» verso il Cavaliere. Tutt'altro. «Se ci fosse in Italia un istituto come quello americano del perdono presidenziale, quello concesso da Gerald Ford a Richard Nixon per intenderci - ragiona - bloccherei tutti i processi a carico di Berlusconi perché il bene comune conta più di tutto». Buttiglione ha anche la sua idea su chi dovrebbe guidare un governo di responsabilità nazionale: «E' Casini che per primo ha avuto il coraggio di sfidare Berlusconi, la scelta mi sembrerebbe naturale. Ma sui nomi ognuno ha la sua idea, non ci divideremo su questo».

Casini la sua la dirà sabato alle 17 nell'intervento clou della quattro giorni di Chianciano intitolata «Quando gli italiani si uniscono sono capaci di grandi imprese». E, nei giorni di approvazione concitata della manovra economica, non è difficile intuire che sarà proprio nel solco di quanto auspicato oggi da Pisanu: «E' da tanto che non parlo con Berlusconi - osserva oggi l'ex presidente della Camera in una intervista al Messaggero - ma ho la coscienza serena e sono da tempo immunizzato da ogni astio e avversità personale nei suoi confronti. Certo, in questi mesi più volte l'ho attaccato ma sempre sul piano politico e mai su quello personale. Per certi versi potrei dire che umanamente capisco la sua resistenza ma forse è il momento, dopo venti anni, che provi a cambiare schema perché ormai è evidente che rischia di diventare l'unico capro espiatorio». I problemi di oggi, secondo il centrista, «sono l'eredità amara di venti anni di errori: nessuno si illuda che basti battere Berlusconi per risolverli. Sarebbe troppo facile e semplicistico. Io a Berlusconi non chiedo niente perché sono convinto che sgombrare il campo sarebbe nel suo interesse. Gestire una situazione così drammatica, in queste condizioni politiche, con questa maggioranza, diventa davvero impossibile».

Venerdì è in programma la tavola rotonda moderata da Savino Pezzotta con la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, Corrado Passera e Raffaele Bonanni. Il segretario della Cisl oggi ha visto Casini a Montecitorio e al termine dell'incontro ha applaudito alla proposta di Pisanu: «Una prospettiva importante», l'ha definita spiegando che «fare un grande accordo tra tutti per dare garanzie a un paese sotto pressione è la soluzione più idonea». Sabato mattina interverrà il leader dell'Api, Francesco Rutelli, e domenica la chiusura dei lavori sarà affidata al segretario Udc, Lorenzo Cesa. L'anno scorso a Cesa toccò l'apertura della kermesse che si svolse nei giorni della forsennata campagna acquisti che portò cinque deputati centristi, guidati dall'attuale ministro dell'Agricoltura, Saverio Romano, nella maggioranza contribuendo in parte al fallimento del tentativo di sfiduciare il 14 dicembre scorso Berlusconi in Parlamento. Un anno dopo il progetto del terzo polo nato con Api, Mpa e Fli, concretizzatosi proprio intorno alla mozione di sfiducia è in piedi anche se, un anno dopo, non c'è traccia di quel rinnovamento del partito annunciato proprio da Cesa: a via dei Due Macelli si tengono ancora stretto sia lo scudocrociato che il nome di Casini nel simbolo.