26 giugno 2022
Aggiornato 15:30
Inchiesta grandi eventi

Scajola indagato a Roma. L'ex Ministro: «Sono sereno»

Formalizzata l'accusa in base agli accertamenti di Gdf e Ros. L'Avvocato di Scajola: «I Pubblici ministeri facciano il loro lavoro convinti che tutto sarà chiarito»

ROMA - Violazione della legge sul finanziamento dei partiti politici. Questa l'accusa che è stata ipotizzata a carico dell'ex ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola. La contestazione degli inquirenti della Procura di Roma è connessa all'acquisto, da parte dell'esponente Pdl, di un appartamento in via del Fagutale, poco distante dal Colosseo. Gli accertamenti, avviati nei mesi scorsi, sono stati sviluppati dai carabinieri del Ros e dalla Guardia di finanza.
Secondo quanto si è appreso il fascicolo, rubricato a Roma, per questo «episodio», chiama in causa il solo Scajola. I magistrati della Capitale hanno sviluppato le verifiche e le indagini, sulla base degli atti trasmessi dalla Procura di Perugia. Il procuratore capo Giovanni Ferrara e l'aggiunto Alberto Caperna coordinano ulteriori indagini che sono state avviate sulla cosiddetta 'lista' di favori attribuita all'imprenditore Diego Anemone.

Scajola: «Sono sereno, sarà chiarita mia estraneità» -«Apprendo dalle agenzie che la Procura di Roma ha aperto un fascicolo su una vicenda per la quale la Procura di Perugia, dopo un anno e mezzo di indagini, non ha ritenuto di dovermi indagare. Attendo, comunque, con la stessa serenità e la medesima riservatezza che hanno sin'ora contraddistinto il mio comportamento, che i magistrati romani portino a termine il loro lavoro, nella convinzione che verrà certamente chiarita la mia estraneità ai fatti». Lo dichiara in una nota Claudio Scajola, parlamentare indagato dalla Procura di Roma per la vicenda dell'acquisto della casa al Colosseo, nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti al G8.

Il Difensore di Scajola: «Tutto sarà chiarito» - «Prendiamo atto dell'iniziativa dei magistrati della Procura di Roma ed attendiamo serenamente che i pubblici ministeri facciano il loro lavoro convinti che tutto sarà chiarito». Così ha affermato l'avvocato Giorgio Perroni, difensore di Claudio Scajola, in merito alla formalizzazione dell'accusa di violazione della legge sul finanziamento dei partiti nei confronti dell'ex ministro. Il penalista ha poi spiegato di ritenere prematura la produzione di una memoria in relazione alla vicenda. «Vedremo come verrà presentata la contestazione», ha sottolineato Perroni.