28 settembre 2022
Aggiornato 11:30
Il leader dei Democratici al Meeting di Rimini

Bersani: «La manovra lascerà buchi molto seri»

«Senza tassa condonati ci mettiamo di traverso. Il Pd sarà presente a qualsiasi manifestazione contro la manovra. Penati? Rispettiamo la Magistratura, non mettiamo ostacoli»

RIMINI - Primo o poi la maggioranza al governo una «quadra dovrà trovarla, ma purtroppo lascerà buchi molto seri». La manovra, secondo il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, «non è credibile», perché dopo tutti i cambi alla fine ci si ritrova «daccapo». «Alla fine una quadra come dice Bossi dovranno pur trovarla - ha detto Bersani, giunto al Meeting di Cl a Rimini -, ma purtroppo sarà una soluzione che lascerà buchi molto seri». «Non critico solo il merito di questa manovra - ha aggiunto - che è ingiusta e repressiva, ma dico anche che non è credibile».
Malgrado i lavori degli ultimi giorni, secondo il segretario del Pd, «non ci siamo» e il timore è «che i mercati e gli osservatori internazionali lo abbiano capito». «Il rischio più grosso - ha concluso Bersani - è che fatta una manovra scombinata, il giorno dopo si stia daccapo».

«Senza tassa condonati ci mettiamo di traverso» - «Se ci vengono a dire che non è possibile far pagare le tasse, chiedere un contributo ai condonati, allora facciano da sé e noi ci mettiamo di traverso».
Il Pd, secondo il segretario, ha fatto la propria parte anche rispettando la richiesta avanzata nei giorni scorsi di maggiore dialogo da parte del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
«Noi - ha detto Bersani - siamo quelli che hanno risposto meglio all'esigenza giusta che il presidente pone. Due mesi fa, pur essendo radicalmente contro, abbiamo consentito i tempi di quella manovra; oggi ci siamo presentati a questa con una nostra manovra accettando i saldi e gli accordi fatti da Tremonti in Europa anche se non li abbiamo condivisi. Cosa si può chiedere ancora a noi?». «È ora - ha aggiunto - che paghi chi non ha pagato: non devono pagare sempre i soliti e la gente comune. Su questo non c'è discussione».

«Il Pd sarà presente a qualsiasi manifestazione contro la manovra» - «Il Partito democratico sarà presente ovunque si criticherà questa manovra». Lo ha chiarito il segretario Pier Luigi Bersani, commentando lo sciopero generale indetto dalla Cgil, dal Meeting di Cl a Rimini.
«Leggo anche in casa mia - ha detto Bersani - una discussione che non capisco. Tutti protestano per questa manovra, non ho sentito nessuno che sia d'accordo. C'è chi sceglie lo sciopero, chi fa assemblea, chi una raccolta di firme... Io dico: ognuno scelga in autonomia la forma che vuole, il Pd sarà presente in tutti i luoghi, sciopero o quant'altro, organizzati da chi vuol chiedere più equità e crescita nella manovra, correggendola».
«Se vedrò questa mattina Tremonti gli voglio dire una cosa: oltre ai dieci punti c'è un undicesimo punto... 'Ma vi rendete conto del disastro che state provocando con l'articolo 8?'».
«Devono toglierlo o cambiarlo - ha aggiunto - perché stanno distruggendo l'unica cosa positiva degli ultimi sei mesi che era un'intesa positiva tra le forze sociali. Devono assolutamente cambiare o togliere l'articolo 8».

«La barca è senza timone, non c'è neanche il timoniere» - Dentro la maggioranza di governo «manca il timone e non c'è neanche il timoniere. Io ci capisco poco ultimamente di quello che sta succedendo nel centrodestra - ha detto Bersani - e credo che ci capiscano poco pure loro. La barca è senza timone e non c'è neanche il timoniere. Siamo in una situazione molto seria». «La manovra - ha aggiunto - non è più di nessuno. Devono ritrovare la capacità di svolgere il loro ruolo e poi andarsene a casa perchè non possiamo certamente immaginare di andare avanti così un anno e mezzo».

«Penati? Rispettiamo la Magistratura, non mettiamo ostacoli» - Anche se «c'è presunzione di innocenza» il Partito democratico ha chiesto a Filippo Penati, coinvolto nella inchiesta della Procura di Monza assieme all'ex capo di gabinetto Vimercati, di fare un passo indietro e lui «ne ha già fatti tre o quattro». Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, dal Meeting di Cl a Rimini, ha chiarito: «Rispettiamo l'operato della magistratura e non mettiamo ostacoli» perché «siamo tutti uguali davanti alla legge».
«Penati - ha detto Bersani - si è sospeso, è venuto via dalle cariche istituzionali, è fuori dal gruppo del Pd e quindi adesso farà le sue scelte con i suoi avvocati. Noi teniamo fermo un principio: le accuse sono certamente gravi, noi vogliamo che si trovi verità e chiarezza. Da noi - ha aggiunto - non sentirete mai parlare di complotto. La magistratura faccia il suo dovere, per noi sono tutti uguali davanti alla giustizia, immigrati, onorevoli, amministratori».
«Chiediamo - ha continuato il segretario - anche se c'è presunzione di innocenza, che Penati faccia un passo indietro e lo ha fatto. Io sono segretario del partito e sono interessato a che non ci siano ombre in nessun modo». «Da questa vicenda dolorosa deve venire fuori una regola: si rispetta l'operato della magistratura e non si mettono ostacoli perché siamo tutti uguali davanti alla legge - ha concluso -. Chi è coinvolto in indagini come dice il nostro codice etico stringente fa un passo indietro e Penati ne ha fatti tre o quattro, questo va riconosciuto».

«Agli Italiani interessa vedere la partita la domenica» - «Con tutti i problemi che abbiamo io vorrei che gli italiani almeno quell'ora e mezza la domenica potessero vedersi la partita» di calcio. Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha commentato le vicende delle ultime ore sullo sciopero dei calciatori.
Sul pagamento dei contributi da parte dei calciatori, ha ricordato Bersani dal Meeting di Cl di Rimini, loro «i contratti li fanno al netto, non so se è chiaro. Siamo arrivati a forme o che le prendiamo alla radice o poi non possiamo stupirci di assurdità». «Comunque - ha aggiunto - che li paghi il presidente o il calciatore, a me non me ne può fregare di meno, basta che qualcuno paghi e basta che non si usino questi diversivi come ha fatto Calderoli per fare dimenticare alla gente che c'è ben altro in questa manovra».