19 novembre 2019
Aggiornato 13:00
Camera vota sulla nuova legge

Biotestamento, vietata l'eutanasia

Ok al consenso informato: restano da votare 7 articoli fra oggi e martedì

ROMA - Torna a riunirsi questa mattina l'aula della Camera sulla nuova legge che disciplina il testamento biologico, sostenuta da centrodestra e Udc e duramente avversata dai gruppi di opposizione di Pd e Idv, insieme ai sei deputati Radicali.

La legge si compone in tutto di nove articoli e nella prima giornata di votazione maggioranza e centristi hanno superato indenni la prima prova, approvando due articoli. L'esame alla Camera prevede tempio di esame contingentati. Oggi le votazioni sul testamento biologico proseguiranno fino alle 13, per aggiornarsi poi a martedì prossimo quando è previsto il voto finale sul testo. Che dovrà poi tornare al Senato, essendo stato modificato il provvedimento approvato a palazzo Madama oltre due anni fa, sull'onda dell'emozione della morte di Eluana Englaro.

Nella prima giornata di votazione, che ha visto centrodestra e Udc far fronte senza particolari inciampi alle insidie dei frequenti voti segreti, la Camera ha introdotto con 277 voti a favore e 224 contrari il divieto di «ogni forma di eutanasia e ogni forma di assistenza o di aiuto al suicidio», sancito dall'articolo uno della nuova legge. E quindi con 286 voti a favore, 200 contrari e 3 astensioni, l'articolo 2 del disegno di legge sul consenso informato, secondo cui «salvo i casi previsti dalla legge, ogni trattamento sanitario è attivato previo consenso informato esplicito ed attuale del paziente prestato in modo libero e consapevole».

La sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, pur riconoscendo che «inciampi ci potranno sempre ancora essere», ha voluto sottolineare come «anche con il voto segreto la maggioranza e l'Udc sono compatti, mentre il Pd ha più dissidenti di noi». E che «quando si arriverà all'approvazione finale» il neosegretario del Pdl Angelino Alfano «potrà vantare un primo risultato di una storia pregressa, che si pone in continuità con la battaglia del Presidente del Consiglio Berlusconi nella vicenda di Eluana Englaro«