3 dicembre 2020
Aggiornato 08:00
Nessuno strappo dal prato verde di Pontida

Bossi avverte il Premier. Berlusconi: Il Governo va avanti

Il Senatùr lo sfida sul 2013, ma per il Cavaliere «l'Esecutivo avrà la fiducia»

ROMA - Nessuno strappo dal prato verde di Pontida, solo una nuova agenda firmata Umberto Bossi e un avvertimento a Silvio Berlusconi: la tua premiership non è scontata, anche in vista del 2013. Il senatùr, parlando davanti alla platea leghista di Pontida non ha rotto l'alleanza, anche se ha sollecitato il presidente del Consiglio e il ministro dell'Economia a un deciso cambio di passo. A sera è arrivata la risposta del Cavaliere: l'esecutivo va avanti, è lo stesso Bossi a confermare la mancanza di alternative.

L'AVVERTIMENTO DI BOSSI - L'agenda del leader della Lega comprende interventi per alleggerire la pressione fiscale e premiare i Comuni virtuosi del Nord, recuperando risorse oggi spese per le missioni all'estero. E include anche lo spostamento di quattro ministeri nel Settentrione. La sintesi comprende quindi un avvertimento all'alleato di Arcore: «La Lega non è contro leadership di Berlusconi, ma non è detto che alle prossime lezioni andremo con Berlusconi, dipenderà dalle scelte che verranno fatte».

BERLUSCONI: ANDIAMO AVANTI - La folla di Pontida grida secessione, ma Berlusconi ha gioco facile a trarre comunque conclusioni politiche positive. Lo fa a sera, dopo una visita ad alcuni militari feriti in Afghanistan: «Si è verificato quello che Bossi mi aveva annunciato: assolutamente la conferma che la nostra alleanza non ha alternative e che c'è la volontà di proseguire la legislatura, operando scelte sulle quali c'è un accordo consolidato». Il premier ha promesso di accogliere nell'intervento che pronuncerà la prossima settimana alle Camere per la fiducia «alcune delle richieste» del Carroccio. Poi ha lasciato spazio a una professione di ottimismo: «Non abbiamo nessun dubbio» sul fatto che la maggioranza in Parlamento «ci manterrà la sua fiducia», e «quindi andremo avanti».

IL CASO MINISTERI - Uniche voci fuori dal coro quelle dei «romani» Gianni Alemanno e Renata Polverini. Entrambi fortemente ostili alla proposta di spostare i ministeri al Nord, hanno annunciato una raccolta di firme e una mozione parlamentare per frenare il progetto leghista. La presidente della Regione Lazio ha auspicato un intervento del Colle, mentre il sindaco della Capitale ha bollato l'iniziativa del Carroccio senza mezzi termini: «E' una boiata».