3 dicembre 2020
Aggiornato 01:30
Discussione sul testamento biologico

Effetto ballottaggi, il Pd incassa un nuovo rinvio dal Pdl

Franceschini: «Temevano i voti segreti». Binetti: «Eutanasia del ddl»

ROMA - Nel giorno in cui va sotto in altre cinque votazioni, la maggioranza alla Camera decide di rinviare per l'ennesima volta la discussione sul testamento biologico ad una data da stabilire dopo i ballottaggi delle amministrative.

L'appuntamento era fissato per ieri da giorni. Da quando, a fine aprile, la maggioranza ha votato compatta con l'Udc per anticipare l'avvio dell'iter in aula. La discussione, in quell'occasione, si aprì e si chiuse nel giro di un paio d'ore, giusto il tempo di respingere le pregiudiziali e aggiornare l'inizio del voto sugli emendamenti a dopo le elezioni dello scorso fine settimana. Ma oggi, dopo una mattinata di consultazioni e dopo un crescere di critiche del Pd, è arrivato il nuovo stop.

In aula prende la parola Walter Veltroni, cita La Pira e l'assemblea costituente, sostiene che «quando la mano pubblica affronta i temi del fine vita deve cercare un punto sintesi e non delle prove di forza», poi chiede di rinviare il voto per sottrarre il biotestamento «al fuoco dello scontro politico ed elettorale». Subito dopo parla il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto, che pochi minuti prima aveva diramato una nota per annunciare la richiesta di rinvio «di fronte a ballottaggi», pur sottolineando, in aula, che con Veltroni ci sono «due punti di vista profondamente differenti». Il capogruppo della Lega Marco Reguzzoni mette il sigillo al rinvio senza citare Cicchitto ma - sottolineatura che non sfugge agli esponenti del Pdl - facendo i complimenti a Veltroni «per la logica e la passione del ragionamento fatto». Seguono le dichiarazioni degli altri gruppi parlamentari. Massimo Donadi dell'Italia dei valori accusa la maggioranza di «scappare dal consenso popolare» come per il referendum sul nucleare, il radicale Maurizio Turco le imputa una scelta di «opportunismo e convenienza» senza «alcuna nobiltà politica». Per i 'finiani' Benedetto della Vedova accoglie il rinvio con soddisfazione ma auspica per il futuro «la massima condivisione» possibile. Per l'Udc, invece, Paola Binetti lamenta gli «ostacoli che una regia ostile alla legge dispone in modo sospetto» e, con un gioco di parole, paventa il rischio che si arrivi «fino all'eutanasia di una legge».

La maggioranza sparge comunque ottimismo nelle dichiarazioni ufficiali. La scelta del rinvio, si spiega, non ha a che fare con il rischio di finire sotto sugli emendamenti più controversi. Ma tra le fila del Pdl aleggia il sospetto di qualche defezione. E dall'opposizione Dario Franceschini rileva che «la notizia che sul biotestamento avremmo chiesto e ottenuto un centinaio di voti segreti ha creato qualche preoccupazione». L'ala cattolica della maggioranza, da parte sua, vuole evitare che il biotestamento sia sfruttato a fini esclusivamente elettorali e, magari, scavi il fossato con l'Udc e i cattolici del Pd. La conferenza dei capigruppo, convocata subito dopo la riunione dell'aula, ha deciso il rinvio 'sine die' a dopo i ballottaggi. Ma nel Governo i fautori della legge scacciano l'ipotesi che questa soluzione sia la morte del biotestamento. «Questa legge la porteremo a casa», confida la sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella. «Quante volte l'abbiamo abbandonata? Tutte le volte l'abbiamo ripresa».