Berlusconi: Non c'è rischio di danni per i civili
Il Premier: «Sviluppo logico della decisione ONU: è qualcosa cui non possiamo sottrarci»
ROMA - Nessun rischio per la popolazione civile, nessun bombardamento «con bombe a grappolo», solo «missili di estrema precisione su obiettivi mirati». Il Presidente delConsiglio Silvio Berlusconi ha inquadrato così l'upgrade dell'intervento militare italiano in Libia, «lo sviluppo logico della decisione del consiglio di sicurezza Onu: è qualcosa cui non possiamo sottrarci».
«Abbiamo parlato al telefono con il presidente del comitato di transizione di Bengasi e abbiamo fatto il punto e mi ha ringraziato per la decisione di aumentare la flessibilità operativa dei nostri velivoli: l'Italia dava già un contributo con i suoi velivoli e navi, ma insistentemente ci hanno chiesto gli alleati e gli Usa di poter far intervenire i nostri velivoli su obiettivi militari», ha detto il premier che aggiunto di poter «escludere con certezza» la possibilità di «provocare danni alla popolazione civile» e che la decisione «è il seguito logico della decisione Onu», alla quale «abbiamo sentito di non doverci sottrarre perché riteniamo che di questo nostro intervento c'è bisogno».
Ha spiegato Berlusconi: «Abbiamo preso questa difficile decisione, difficile per il nostro passato coloniale, per il trattato di amicizia, tuttavia abbiamo ritenuto che a questo punto dovessimo farlo. Non si tratta di bombardamenti, vorrei dirlo con chiarezza. A leggere i giornali sembra che useremo come i nostri alleati le bombe a grappoli, ma useremo solo razzi di estrema, estrema precisione su singoli obiettivi militari. Niente a che vedere con interventi su centri civili o là dove possano esserci vittime civili». Anche perchè, ha concluso sul punto il premier, «il nostro scopo è innanzitutto quello di proteggere la popolazione civile, e sarebbe una contraddizione se le nostre azioni comportassero pericoli per la popolazione civile».
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