Di Pietro a Napolitano: La guerra non è uno sviluppo naturale
Il leader dell'IdV: «Nè costituzionalmente corretto»
ROMA - Antonio Di Pietro replica a stretto giro di posta alle parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, secondo il quale il maggiore impegno nei raid aerei sula Libia annunciato dal Governo è uno «sviluppo naturale» della partecipazione italiana alla missione militare internazionale. «Bombardare una nazione - dice il leader dell'Idv in una nota - non ci pare possa essere considerato uno sviluppo né naturale né costituzionalmente corretto. Né può valere l'ipocrita giustificazione che tutto ciò sarebbe già stato autorizzato dalle Nazioni Unite e dal Parlamento italiano».
«Infatti, l'Onu - spiega Di Pietro - non ha mai avallato tale scelta e, soprattutto, le nostre Camere non hanno mai discusso, né approvato un provvedimento in cui c'era scritto, nero su bianco, di fare guerra ad un'altra nazione. E' stato solo deliberato di impedire che avvenissero dei massacri della popolazione inerme durante una guerra civile. Già! Perché di guerra civile si tratta e pertanto l'Italia - conclude - non dovrebbe interferire nelle decisioni interne di un altro Stato, ma solo prodigarsi per fornire assistenza, solidarietà e supporto umanitario alla popolazione civile».
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