23 febbraio 2020
Aggiornato 12:00
Religione

Il corpo in stato vegetativo è come una chitarra rotta, l'anima resta

Questa è una delle risposte del Pontefice all'intervista in tv domani su «A sua immagine»

CITTÀ DEL VATICANO - Come «una chitarra le cui corde sono spezzate, così non si possono suonare». E' l'immagine scelta dal Papa per affrontare il tema dell'anima in un corpo in stato vegetativo che gli viene posta in una delle domande della intervista tv che verrà trasmessa domani pomeriggio, venerdì santo, nel quadro della trasmissione A sua immagine (Rai1).

La seconda domanda è di una mamma che, nella registrazione televisiva, compare accanto al figlio in coma vegetativo. Maria Teresa, questo è il suo nome, parla al Papa del suo calvario, gli mostra la croce che porta insieme al figlio. «Santità - dice rivolgendosi a Benedetto XVI - l'anima di questo mio figlio Francesco, in stato vegetativo dal giorno di Pasqua 2009, ha abbandonato il suo corpo, visto che lui non è più cosciente, o è ancora vicino a lui?». «Certamente - è la risposta del Papa anticipata oggi dall'Osservatore romano - l'anima è ancora presente nel corpo. La situazione, forse, è come quella di una chitarra le cui corde sono spezzate, così non si possono suonare. Così anche lo strumento del corpo è fragile, è vulnerabile, e l'anima non può suonare, per così dire, ma rimane presente. Io sono anche sicuro che quest'anima nascosta sente in profondità il vostro amore, anche se non capisce i dettagli, le parole, eccetera; ma la presenza di un amore la sente. E perciò questa vostra presenza, cari genitori, cara mamma, accanto a lui, ore ed ore ogni giorno, è un atto di amore di grande valore, perché questa presenza entra nella profondità di quest'anima nascosta e il vostro atto è, quindi, anche una testimonianza di fede in Dio, di fede nell'uomo, di fede, diciamo di impegno per la vita, di rispetto per la vita umana, anche nelle situazioni più tristi. Quindi aggiunge - il Papa - vi incoraggio a continuare, a sapere che fate un grande servizio all'umanità con questo segno di fiducia, con questo segno di rispetto della vita, con questo amore per un corpo lacerato, un'anima sofferente».