26 maggio 2019
Aggiornato 09:00
Il caso RAI

Floris: Stop talk show? Errare umano, perseverare diabolico

Il conduttore di Ballarò: «Mi auguro che l'azienda ricorra al Tar se la Vigilanza dovesse dare l'ok»

ROMA - Dopo Michele Santoro è anche Giovanni Floris ad alzare la voce contro la proposta di Lega e Pdl che prevede lo stop ai talk show di informazione politica durante la campagna elettorale per le amministrative di maggio, su cui la commissione di Vigilanza dovrà esprimersi nei prossimi giorni.

«RICORRERE AL TAR» - «Di nuovo? Errare - ha commentato Floris l'iniziativa della maggioranza - è umano, perseverare è diabolico... Dopo l'esperienza dello scorso anno, quando un regolamento ingestibile portò alla chiusura dei talk show, il Tar ha stabilito che i programmi di informazione non possono essere equiparati alle tribune elettorali. Se la commissione varasse un regolamento del genere bisognerebbe dare per scontato un ricorso da parte della Rai o di chiunque ne abbia il diritto, ricorso che porterebbe immediatamente all'annullamento del regolamento stesso».

«E' BENE AGGIUNGERE» - «E' particolarmente miope - ha aggiunto ancora il conduttore di Ballarò - guardare all'informazione solo con gli occhiali delle elezioni amministrative. Mai come oggi siamo costretti a guardare anche al di fuori dai nostri confini (e da quelli delle nostre città) per vedere che sarà delle nostre vite. Non penso solo alla Libia e al Giappone, ma ad esempio anche alla cronaca economica internazionale. Il nostro lavoro è raccontare tutto questo, se servono spazi in più per le elezioni amministrative è bene aggiungere. Togliere (per la seconda volta) sarebbe (per la seconda volta) un errore».