27 luglio 2021
Aggiornato 08:30
Esercizi spirituali

Papa: Ci affidiamo a San Giuseppe, uomo giusto e rispettoso della Legge

Era la sua missione, per la Chiesa e per Dio. Cammino spirituale ispirato da testimonianza Giovanni Paolo

ROMA - Affidarsi a San Giuseppe, custode - per missione - della Chiesa e di Dio, uomo «giusto» che viveva «la legge non come giogo ma come gioia». Lo ha detto Papa Benedetto XVI al termine degli esercizi spirituali, nel giorno di San Giuseppe, nella Cappella Redemptoris Mater del Palazzo Apostolico Vaticano.
Esercizi ha detto il Papa, che quest'anno «si concludono con la festa di San Giuseppe, mio Patrono personale e Patrono della Santa Chiesa: un umile santo, un umile lavoratore che è stato reso degno di essere Custode del Redentore».

«San Giuseppe era giusto, era immerso nella Parola di Dio, scritta, trasmessa nella saggezza del suo popolo, e proprio in questo modo era preparato e chiamato a conoscere il Verbo Incarnato - il Verbo venuto tra noi come uomo -, e predestinato a custodire, a proteggere questo Verbo Incarnato; questa rimane la sua missione per sempre: custodire la Santa Chiesa e il Nostro Signore. Ci affidiamo in questo momento alla sua custodia - ha detto il Papa - preghiamo perché ci aiuti nel nostro umile servizio. Andiamo avanti con coraggio sotto questa protezione. alla fine di questo cammino di riflessione, di meditazione, di preghiera in compagnia dei Santi amici di Papa Giovanni Paolo II».

Le meditazioni al termine degli esercizi spirituali sono state dettate quest'anno da Padre François-Marie Léthel, dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi, Prelato Segretario della Pontificia Accademia di Teologia e Professore alla Pontificia Facoltà Teologica Teresianum, ed hanno avuto per tema: La luce di Cristo nel cuore della Chiesa - Giovanni Paolo II e la teologia dei Santi.
A Padre Léthel il Pontefice ha indirizzato una lettera nella quale sottolinea «il cammino spirituale ispirato dalla testimonianza del Venerabile mio predecessore Giovanni Paolo II, la cui prossima beatificazione ha suggerito il tema della santità, da approfondire mediante l'incontro con le figure vive di alcuni Santi e Sante, come stelle luminose ruotanti intorno al Sole che è Cristo, Luce del mondo».

Padre Léthel, scrive ancora Papa Benedetto, «si è accordato molto bene al programma di catechesi da me svolto in questi anni durante le Udienze generali, con il proposito di far meglio conoscere e amare la Chiesa così come essa si mostra nella vita, nelle opere e negli insegnamenti dei Santi: a partire dagli Apostoli e attraverso la lunga schiera dei Padri e degli altri scrittori antichi, dei teologi e dei mistici dell'età medievale, con particolare attenzione ad un nutrito gruppo di donne, fino a riprendere la serie dei Dottori della Chiesa, che sto per completare. Questa linea di riflessione e di contemplazione sul mistero di Cristo riflesso, per così dire, nell'esistenza dei suoi più fedeli imitatori costituisce un elemento fondamentale che ho ereditato dal Papa Giovanni Paolo II e che ho portato avanti con piena convinzione e con grande gioia. So bene, caro Fratello, che il mio ringraziamento Lei lo intende come rivolto anche all'Ordine Carmelitano di cui fa parte».