19 novembre 2019
Aggiornato 18:30
Tensioni nel Governo

Troppi tagli alla famiglia, Giovanardi pronto a lasciare

La denuncia del Sottosegretario: «Le risorse sono meno del 90% di tre anni fa, così non ha più senso»

ROMA - Dai 300 milioni disponibili tre anni fa ai 25 del 2011: -90%. Il che significa niente soldi per le adozioni internazionali, per la conciliazione casa-lavoro per le donne, per i prestiti ai nuovi nati: insomma, «azzeramento» delle politiche per la famiglia. E' quanto ha denunciato il sottosegretario competente Carlo Giovanardi, che ha avvertito il premier Silvio Berlusconi: «In queste condizioni non sono in grado di esercitare la mia delega». Non una minaccia di dimissioni vere e proprie, ma solo perchè - ha precisato Giovanardi - «non c'è più nulla da cui dimettersi...». Ma dopo Sandro Bondi che ha chiesto di essere «dimissionato» per i tagli alla Cultura, un'altra grana scoppia nel governo.

FORUM DELLE FAMIGLIE - Una situazione che per l'opposizione - dal Pd, all'Udc passando per l'Idv - «certifica il fallimento del governo sulla famiglia».
E che preoccupa anche il Forum delle Famiglie: «Sosteniamo Giovanardi nella richiesta di mantenere i fondi per la capacità operativa», ha detto il presidente del Forum Francesco Belletti.
Proprio alla Conferenza della famiglia tenutasi in novembre a Milano, ha ricordato Giovanardi, «è stata ribadita la centralità della famiglia come linea politica del governo. Ma poi dai 300 milioni si è passati ai 52 della Finanziaria, e ora addirittura, con le ultime disposizioni a 20 milioni. Peraltro neanche tutti disponibili perchè sono anche di competenza regionale». Un taglio, quest'ultimo, «di oltre il 50%, quanto agli altri Dipartimenti è stato tagliato solo il 10%». Insomma, ha sottolineato Giovanardi, «sembrerebbe una scelta precisa» che però cozza contro la legislazione vigente: «Il mio Dipartimento per legge deve dare copertura ... Tutte spese obbligatorie cui già era problematico far fronte con i 52 milioni, ma ora con 20 milioni è veramente impossibile».

SERVONO FONDI - Per questo Giovanardi ha investito della questione dei tagli «decisi dal ministero dell'Economia» il premier Silvio Berlusconi: «Io mi occupo della famiglia su sua delega, è lui che mi deve dire se le politiche della famiglia sono state azzerate o se intende svilupparle. In quest'ultimo caso, servono i fondi sufficienti». Certo di un intervento positivo di Berlusconi si è detto i ministro per l'Attuazione del programma Gianfranco Rotondi: «Sulla famiglia il governo gioca il suo Dna valoriale e sicuramente il premier richiamerà la sua attenzione su questo allarme onesto e forte».