Team di Unità di Crisi per aiutare i rimpatri
Il Ministero degli Esteri e l'Alitalia valutano l'ipotesi di rafforzamento dei voli
ROMA - Una squadra dell'Unità di Crisi della Farnesina, guidata dal vicario Nicola Minasi, è in partenza per Tripoli dove affiancherà lo staff diplomatico e consolare nelle pratiche di rimpatrio degli italiani che si trovano ancora in Libia in queste ore di tensione. E' quanto si apprende da fonti del ministero, che sottolineano che i voli di linea dalla Libia all'Italia restano operativi.
Gli uomini dell'Unità di Crisi si occuperanno, in particolare, di far fronte a «specifiche criticità» come è avvenuto in occasione della recente emergenza in Egitto. Un'ipotesi di rafforzamento delle tratte aeree da e per Tripoli è al momento in valutazione con l'Alitalia (che ha già disposto in coordinamento con la Farnesina un aumento della capacità dei suoi voli di linea) per favorire, in tempi quanto più rapidi possibile, il deflusso dei connazionali che abbiano manifestato, attraverso l'Ambasciata o la stessa Unità di Crisi, l'intenzione di lasciare il Paese, e in particolare la Tripolitania dove è concentrata la maggioranza degli italiani.
«C'è una forte preoccupazione» italiana per quanto sta avvenendo in Libia ha detto anche il ministro della Difesa Ignazio La Russa a margine di una visita ufficiale ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, precisando che in caso di necessità le forze armate italiane sono pronte a mettere a disposizione uomini e mezzi per evacuare i nostri connazionali. «C'è una preoccupazione generale, degli stati europei e della comunità internazionale, per quello che sta accadendo in tutta la riviera opposta alla nostra. E poi c'è una forte preoccupazione specifica, doppia, da parte nostra, che siamo lì, così vicini», ha aggiunto La Russa.
«Chi critica il fatto che il governo italiano sia molto prudente sulla situazione in Libia, si dimentica che l'Italia è a un tiro di schioppo», ha commentato il ministro. «Credo sia doveroso avere riguardo per i diritti umani, cosa essenziale, ma anche per gli interessi italiani che sono in gioco». E' per questo che, secondo La Russa, «la nostra attenzione, la nostra prudenza, il nostro atteggiamento deve essere commisurato al fatto che siamo dirimpettai e i più esposti a qualunque conseguenza dell'instabilità forte in quel paese».
Il rischio, per l'Italia, è quello di un aumento dei flussi migratori. «L'aumento dei flussi verso l'Italia c'è già stato con la Tunisia, figuriamoci con la Libia. C'è una situazione di instabilità che comporta la difficoltà a rispettare intese e accordi», ha concordato La Russa, confermando la disponibilità a intervenire nel caso dovesse rendersi necessario il rimpatrio di connazionali. «Se ce ne fosse la necessità saremmo pronti con uomini e mezzi, ma mi auguro che non serva», ha concluso il ministro.
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