Duro attacco del Times all'Italia. «E' un sultanato»
«L'Europa ha boicottato Haider, perché non lo fa con Berlusconi?». Intanto Wikileaks rivela: Spogli scrisse: «Il Premier antepone i suoi interessi privati a quelli dello Stato»
ROMA - L'Italia, scrive oggi il Times con grande evidenza, è un «sultanato» e può essere considerato il «paese viziato d'Europa». Mentre le rive meridionali del mediterraneo sono scosse da un vento di rivolta e «il popolo sta scuotendo troni e palazzi» a Nord, dice il quotidiano britannico, «il sultano di Silvio - un sistema di potere fondato sulla fedeltà di cortigiani e sulla confusione dei confini tra affari e politica - sopravvive intatto». Ma l'Europa dovrebbe fare qualcosa anche perché, così conclude(in italiano) il Times: «La commedia è finita».
IL PROBLEMA E’ L’AFFIDABILITÀ DI BERLUSCONI - Questa sopravvivenza, nota il quotidiano, può avere una spiegazione antropologica. «Berlusconi, come molti dei suoi compatrioti maschi, continua a essere il figlio capriccioso di una mamma italiana che perdona tutto». Ma «gli amici e gli alleati esteri dell'Italia devono accettare una simile situazione». Qui non si tratta di liquidare «come un clown» il primo ministro italiano o di farsi ingannare dalla sua retorica.
Il problema vero è «la sua affidabilità all'interno dell'Unione europea».
L’EUROPA DEVE FARE SENTIRE LA SUA VOCE - Bruxelles, continua il quotidiano, ha guidato il «boicottaggio diplomatico del populista austriaco Haider» e, recentemente, ha fatto sentire la sua voce sulla legge ungherese sui media.
«Perché dovremmo invece continuare a trattare come un eguale tra gli eguali un leader che cerca di restare al potere solo per farsi scudo dall'azione della magistratura«?
«Il problema è che noi, amici dell'Italia, abbiamo di fatto accettato l'idea che l'Italia sia il ragazzaccio d'Europa..
Impersonato oggi da Berlusconi. Siamo affascinati dalla bellezza del paese, dallo splendore del suo passato culturale, e al tempo stesso ci rifiutiamo di prenderlo sul serio».
LA DIPLOMAZIA AMERICANA: BERLUSCONI CI E’ UTILE, VA AIUTATO - La Repubblica e l'Espresso iniziano oggi la pubblicazione di almeno 4000 cable di Wikileaks sull'Italia. Nei primi, su Repubblica, si legge un consiglio della diplomazia americana al presidente Obama in vista del G8 dell'Aquila: «Berlusconi danneggia l'Italia ma ci è utile e va aiutato: Obama deve salvarlo al G8 dell'Aquila».
L'Espresso apre con una foto di Berlusconi e sullo sfondo, in grand, la bandiera americana. Il titolo è «Quel premier è un clown» e si legge: «ecco come gli Usa vedono Berlusconi... Dai dispacci emerge un leader che ha sfruttato le istituzioni e danneggiato il paese ma la cui debolezza permette agli americani di ottenere tutto...».
L’EX AMBASCIATORE SPOGLI: L’ITALIA E’ IN COSTANTE DECLINO - Tra i vari documenti citati, anche un testo dell'ex ambasciatore Spogli sul tema del «declino». «Il lento ma costante declino economico dell'Italia compromette la sua capacità di svolgere un ruolo nell'arena internazionale. La sua leadership manca di una visione strategica. Le sue istituzioni non sono ancora sviluppate come dovrebbero essere in un moderno paese europeo....».
La mancanza di volontà e l'incapacità dei leader italiani di affrontare i problemi strutturali che affliggono la loro società - un assetto economico non competitivo, la decadenza delle infrastrutture, il debito pubblico che aumenta, la corruzione endemica - continuano a essere fonte di preoccupazione per i suoi partner, e danno l'impressione di un governo inefficiente e debole».
IL PREMIER HA DANNEGGIATO L’IMMAGINE DELL’ITALIA IN EUROPA - «Il primo ministro Silvio Berlusconi è involontariamente diventato il simbolo di questo processo. Le sue continue gaffe e la sua povertà di linguaggio hanno più di una volta offeso gran parte del popolo italiano e molti leader europei. La sua chiara volontà di anteporre i propri interessi personali a quelli dello stato, il suo privilegiare le soluzioni a breve termine a discapito di investimenti lungimiranti, il suo frequente utilizzo delle istituzioni e delle risorse pubbliche per ottenere benefici elettorali sui suoi avversari politici hanno danneggiato l'immagine dell'Italia in Europa, creato un tono disgraziatamente comico alla reputazione dell'Italia in molti settori del governo statunitense».