25 febbraio 2020
Aggiornato 02:00
Italia-Russia

Medvedev a Roma, fitta agenda tra energia e cultura

Berlusconi: «Su energia Mosca ha bisogno dell'Europa, l'Europa di Mosca». L'Italia è, attraverso l'Eni, partner di Mosca nel progetto del gasdotto South Stream

ROMA - Italia e Russia intendono rafforzare i loro rapporti «strategici» nei campi dell'energia, della sicurezza, ma anche degli scambi culturali. Questo emerge dall'intensa visita che il presidente russo Dmitri Medvedev sta tenendo oggi a Roma. Prima ha incontrato per due ore il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Poi, con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ha inaugurato al Palazzo delle Esposizioni l'«Anno della cultura e della lingua russa in Italia e della cultura e della lingua italiana in Russia». Ancora, Medvedev s'intratterrà a Villa Madama assieme al premier e in quell'occasione si parlerà di diversi temi, tra cui i rivolgimenti in atto nel Maghreb e nel mondo arabo. Prevista, infine, per domani l'udienza col papa Benedetto XVI.

La Russia è «il massimo produttore al mondo di gas e petrolio», ha ricordato Berlusconi. E il rapporto tra Russia ed Europa, in questo campo, è cruciale. «La Russia ha bisogno dell'Europa e l'Italia e l'Unione europea hanno bisogno della Russia», ha continuato il presidente del Consiglio. Lo stesso Medvedev, poche ore prima, in una conferenza stampa congiunta con Napolitano, aveva detto: «Vogliamo sviluppare i nostri legami nel campo del gas e anche in quello dell'energia atomica».

L'Italia è, attraverso l'Eni, partner di Mosca nel progetto del gasdotto South Stream, la condotta che porterà il gas russo del Caspio evitando il «collo di bottiglia» dell'Ucraina. Inoltre, Mosca e Roma hanno altre importanti partnership sia nel campo dell'estrazione che del trasporto di petrolio e gas. E' di oggi la notizia lanciata dall'agenzia di stampa Interfax che, nell'ambito della visita di Medvedev dovrebbe essere firmato un accordo col quale la compagnia italianha cede la metà della sua partecipazione nel progetto Elephant in Libia a Gazpromneft, l'unità petrolifera del monopolista russo del gas Gazprom. Con quest'operazione a Eni resterà il 33 per cento del giacimento che si trova a 800 km a sud di Tripoli. Il Cane a sei zampe, secondo Interfax, dovrebbe incassare 163 milioni di dollari.