Sindaco Lampedusa: Siamo in emergenza, Maroni intervenga
Sull'isola in 1800, praticamente tutti tunisini. Trasferimenti fermi: «Altri Cie collaborino»
ROMA - A Lampedusa non sbarcano immigrati da tre giorni, ma l'isola «è in emergenza, perchè il Centro di accoglienza scoppia e i trasferimenti verso altri siti oggi non sono partiti. Siamo preoccupati: domani sarò a Roma dal ministro Maroni, che deve intervenire». Lo dice all'agenzia TM News il sindaco dell'isola, Bernardino De Rubeis.
Al momento a Lampedusa ci sono circa 1.800 immigrati, praticamente tutti tunisini. «Il Centro è aperto e sono liberi di girare per l'isola, hanno dei soldi in tasca e li spendono in qualche negozio. Ma così non si può andare avanti - spiega il sindaco - perchè già così abbiamo gravi problemi di ordine pubblico, figuriamoci se arrivano altri sbarchi di massa».
A peggiorare la situazione, su tutta l'isola scarseggia l'acqua a causa di mancati rifornimenti e per venerdì prossimo i pescatori hanno annunciato uno sciopero generale contro il caro gasolio. «Parlerò con Maroni anche di questo, poi con il governatore Lombardo, che si deve assumere le sue responsabilità».
L'emergenza maggiore è comunque quella legata agli immigrati: «Il prefetto di Palermo Caruso, che è commissario straordinario, deve venire personalmente a vedere, non si può decidere stando lontani. E comunque il problema sono i mancati trasferimenti, sembra perchè negli altri Cie non c'è posto: chiedo ai sindaci dei comuni che ospitano i centri - conclude De Rubeis - di garantire anche loro l'ospitalità e mettere a disposizione almeno 100 posti. Altrimenti qui è un assedio».
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