15 settembre 2019
Aggiornato 22:30
Giustizia

Berlusconi: riforma e avanti con la legge sulle intercettazioni

Il Premier a Mattino 5: «Fini mi ha sbarrato la strada, mi dicono che aveva garantito l'Anm»

ROMA - Riforma della giustizia e avanti con al legge sulle intercettazioni. Lo dice Silvio Berlusconi a Mattino 5. Il Premier si dice «sicuro» sulla riforma della giustizia che «fa parte della rivoluzione liberale che rientra nel nostro credo politico. Nella legislatura 2001-2006 si sono opposti Fini e Casini e in questa legislatura è stato sempre Fini a sbarrare la strada a questa riforma. Mi si dice che Fini avesse garantito all'Associazione nazionale magistrati che finché la sua componente fosse rimasta nella maggioranza, nessuna riforma della giustizia sarebbe stata portata a termine», sottolinea. Ma, prosegue, «adesso le cose sono cambiate e abbiamo ripreso l'iter legislativo della legge sulle intercettazioni». Perché il fatto che «le conversazioni private senza rilevanza penale finiscano sui giornali deve finire. Quante persone innocenti sono state distrutte» dall'«infernale circo mediatico senza che nessun magistrato di quelli che passano le intercettazioni alla stampa sia chiamato a rispondere». Quello dove «alzando il telefono non si è sicuri della inviolabilità delle proprie conversazioni non è un Paese libero» e il sistema delle conversazioni pubblicate sui giornali è un «barbaro». Impegno a riformare la materia? «Certamente».