27 gennaio 2022
Aggiornato 18:30
Governo Berlusconi

Calderoli: o riformiamo le commissioni o voto

Domani la commissione giustizia deciderà l'iter della legge per la prescrizione dei procedimenti, anche quelli in corso. Le opposizioni annunciano le barricate contro il provvedimento

Per il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli la composizione delle commissioni parlamentari «è la prima cosa da correggere» perché «stare al governo è lo strumento per raggiungere l'obiettivo di fare le riforme. Si deve porre il problema della maggioranza, oltre che alla Camera e al Senato, anche all'interno delle commissioni - ha detto Calderoli in una intervista a Sky Tg24 - la parte principale del federalismo si concluderà nel giro di due mesi e può essere approvato. È evidente che alcune difficoltà nelle commissioni - ha ripetuto il ministro - devono essere risolte. Se si è in condizioni di poterlo fare, siamo della partita. Se siamo di fronte a oggettiva impossibilità, tanto vale staccare la spina».

SALVINI (LEGA): SENZA IL FEDERALISMO IL NORD SE NE VA ANCHE SENZA LA LEGA - Avremmo convenienza elettorale a far cadere tutto e ad andare a votare perché prenderemmo una barca di voti, però dovremmo ricominciare tutto da capo, e avremmo perso due anni e mezzo di lavoro. Finchè c'è speranza, noi andiamo avanti». Lo afferma ai microfoni di CNRmedia l'europarlamentare della Lega Nord Matteo Salvini.
«Non è un mese in più o in meno che fa la differenza, visto che sono vent'anni che combattiamo, però - sottolinea - c'è preoccupazione perché probabilmente si parlerà, questa settimana, più delle foto di Arcore e di nuove intercettazioni che del federalismo. La preoccupazione è che si perda ulteriore tempo».

LA RABBIA DELLA BASE - Salvini sottolinea poi la rabbia della base. «Ascoltiamo centinaia di persone ogni giorno - spiega - e c'è incazzatura, preoccupazione perché, appunto, i tempi si allungano - spiega l'europarlamentare. Qualcuno, probabilmente, a Roma, sia a destra che a sinistra, non ha colto che o le risposte arrivano in fretta oppure, a prescindere dalla Lega e dalla politica, il Nord che produce se ne va. Sarà la società del Nord tutta, prima ancora che la Lega, a reagire».

ALLA COMMISSIONE BONGIORNO DECIDERE IL CALENDARIO DEL «PROCESSO BREVE» - Il processo breve era rimasto fuori dalla lista dei 'cinque punti' programmatici sui quali Silvio Berlusconi aveva chiesto la fiducia a settembre. Ma oggi, superate diverse votazioni parlamentari che hanno dimostrato l'esistenza di una maggioranza, sebbene non ampia, anche dopo la rottura con Futuro e Libertà, il Pdl rimette in campo la proposta. In una lettera inviata a Giulia Bongiorno, la presidente (finiana) della commissione Giustizia della Camera, il capogruppo azzurro in commissione, Enrico Costa, chiede di calendarizzare nuovamente l'esame del provvedimento.

LE OPPOSIZIONI PRONTE A FARE MURO - Dure le reazioni delle opposizioni, che annunciano battaglia contro il tentativo di una nuova accelerazione sul tema. In occasione della prima lettura parlamentare al Senato, aspre contestazioni erano venute non solo da Pd, Idv e Udc, ma dalla magistratura e dal mondo giuridico. La norma transitoria che consentirebbe di applicare la legge anche ai procedimenti in corso, infatti, metterebbe a rischio fino al 50% dei processi in alcuni distretti, secondo l'Anm; dal 10 al 40% secondo i dati del Csm. Dati sempre contestati dal ministro Angelino Alfano, che ha sempre sostenuto che non più dell'1 per cento verrebbe dichiarato decaduto con la nuova legge.
Domani alle 15 l'ufficio di Presidenza della Commissione deciderà sulla richiesta di ripartire, venuta dal Pdl.

GRANATA (FLI): SIAMO PRONTI A SCENDERE IN PIAZZA - Futuro e Libertà considera la proposta di legge del Pdl sul 'processo breve' una «emergenza democratica» ed è pronta sia ad una «durissima opposizione parlamentare» sia alla «mobilitazione della piazza». Lo afferma il Vicepresidente Fli della Commissione Antimafia Fabio Granata, commentando la formalizzazione della richiesta di riprendere subito l'esame della legge in commissione a Montecitorio, formulata dal partito del Premier.
«Contro la proposta di processo breve, devastante per il sistema giudiziario italiano ha affermato Granata- faremo una battaglia parlamentare durissima con ogni mezzo previsto dai regolamenti. Siamo in piena emergenza democratica e bisogna rispondere con strategie adeguate. La destra repubblicana e legalitaria di Futuro e Libertà è pronta alla mobilitazione in Parlamento e nelle piazze».

FINOCCHIARO: BERLUSCONI NON PENSA ALLA CRESCITA, MA AI SUOI PROCESSI - Dopo l'ennesima invettiva del week end contro i magistrati e mentre giura di essere concentrato sul rilancio del Paese e sul piano per l'economia, afferma Anna Finocchiaro, capogruppo dei senatori del Pd, il premier è invece impegnato nelle grandi manovre, alla Camera, per far approvare attraverso la sua maggioranza in fretta e furia le leggi che a questo punto gli servono con urgenza: il processo breve, e pure il disegno di legge sulle intercettazioni».
«Alla faccia della crisi economica e dei problemi degli italiani, la sua preoccupazione principale - accusa l'esponente democratica - è e resta una: evitare i processi che lo riguardano. Non c'è ormai limite alla vergogna. Noi - conclude Finocchiaro - continueremo ad opporci in Parlamento e nel Paese ad un governo che non smette di piegare le istituzioni alle questioni personali del Presidente del Consiglio».

RAO (UDC): E’ UN ESCAMOTAGE AD PERSONAM - Roberto Rao (Udc) parla di «escamotage ad personam» e avverte: «Restiamo fermamente contrari alla sua calendarizzazione, come lo saremo verso eventuali accelerazioni, peraltro già paventate, della legge sulle intercettazioni».

IDV: IMPEDIREMO QUESTO COLPO DI MANO - Per il capogruppo dell'Idv a Palazzo Madama, Belisario: «Berlusconi e i suoi compagni di merende stanno preparando la madre di tutte le battaglie con una serie di leggi ad personam che comprende anche l'abrogazione di fatto delle intercettazioni. Tutto questo mentre Roma brucia sotto il peso della crisi economica più devastante degli ultimi 80 anni. L'Italia dei Valori - conclude Belisario - impedirà questo vero e proprio colpo di mano provando prima a fare opposizione in Parlamento e nel Paese e poi cominciando la raccolta delle firme per referendum abrogativi il giorno dopo la pubblicazione delle norme sulla Gazzetta Ufficiale».

VITALI(PDL): IL PARTITO DOVRA’ DECIDERE FRA INTERCETTAZIONI E PROCESSO BREVE - Potrebbe richiedere tempi lunghi la calendarizzazione della proposta di legge per il risarcimento alle vittime di intercettazioni 'ingiustificate', presentato dal deputato del Pdl Luigi Vitali. In occasione della sua presentazione alla stampa, lo stesso Vitali e i suoi colleghi cofirmatari Cassinelli e Lehner avevano annunciato che avrebbero richiesto l'immediata calendarizzazione del provvedimento in commissione Giustizia. Ma oggi il Pdl, con una lettera del suo capogruppo Enrico Costa, ha chiesto alla presidente della seconda commissione, la finiana Giulia Bongiorno, di rimettere all'ordine del giorno solo il ddl sul processo breve, già approvato al Senato ma da tempo e poi finito in un 'binario morto' parlamentare.
«In ogni caso - precisa l'esponente azzurro - è opportuno che all'interno del Pdl ci si chiarisca: il rischio, se si mette troppa carne al fuoco, è di bruciare qualche pietanza. Io la questione l'ho posta alla consulta giustizia del partito, penso che in settimana ci sarà un chiarimento, dobbiamo evitare di fare confusione».