20 giugno 2024
Aggiornato 12:00
Caso Ruby

Casini: se fossi in Berlusconi valuterei passo indietro

Il leader dell'UdC: «Non serve più minimizzare quello che sta accadendo. Se vuole elezioni andiamoci il prima possibile»

MILANO - Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini suggerisce al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, di fare un passo indietro dopo lo scandalo scoppiato in seguito al caso Ruby, sottolineando che adesso non serve più minimizzare quello che sta accadendo e nemmeno prendersela con la magistratura.

«NON SERVE MINIMIZZARE» - «Se fossi Berlusconi - ha dichiarato Casini durante una conferenza stampa nella sede del partito a Milano - valuterei l'ipotesi di fare un passo indietro che rilancerebbe la sua coalizione e permetterebbe alla politica di occuparsi delle riforme di cui il paese ha bisogno».
A questo punto, ha aggiunto Casini, «non serve più minimizzare quello che sta accadendo e neanche prendersela con la magistratura, siamo alla sostanza e non alla forma» e Berlusconi «deve chiarire davanti ai giudici e non scappare dai giudici».

«PRONTI ALLE ELEZIONI» - Se il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non deciderà di fare un passo indietro in seguito allo scandalo Ruby e decidesse invece di andare a elezioni, secondo il leader dell'Udc sarebbe opportuno «andarci il prima possibile, noi siamo pronti» anche se secondo Casini equivarrebbe ancora una volta «a non prendere una decisione».
Secondo il leader dell'Udc lo scandalo Ruby «è una vicenda spiacevole di cui parlare, a nessuno piace sindacare a casa altrui, ma così non si può andare avanti. Berlusconi è una persona intelligente e dovrebbe far prevalere la serenità di giudizio rispetto all'orgoglio. Non possiamo far finta che i fatti non esistano, Berlusconi si deve assumere le sue responsabilità». Quindi, ha aggiunto Casini, il presidente del Consiglio «si difenda, faccia un passo indietro così si parlerà dei problemi degli italiani». Il leader centrista ha concluso sottolineando che «siamo arrivati in una spirale che porta a un avvitamento, siamo sulla bocca di tutti, facciamo ridere il mondo ed è un grave pregiudizio per l'Italia. Chi ha a cuore le sorti del paese deve porsi questo problema».