26 maggio 2020
Aggiornato 03:00
Annuario statistico 2010

Italia «pensionabile», fa meno figli e sempre più tardi

Il 6% della popolazione ha oltre 80 anni, mentre continua il calo dei matrimoni

ROMA - L'Italia continua a invecchiare. Un italiano su 5 è ormai ultra 65enne e i 'grandi vecchi' (dagli ottanta in su) rappresentano il 5,8% della popolazione. Lo dice l'Istat, che oggi ha presentato l'Annuario statistico 2010. A fine 2009 l'indice di vecchiaia (il rapporto tra la popolazione con più di 65 anni e quella con meno di 15) registra un ulteriore incremento, raggiungendo il 143,8%. Nella graduatoria internazionale dei paesi 'più vecchi' l'Italia è seconda: al primo posto la Germania (150,%) dopo l'Italia la Grecia (143,1%) e la Bulgaria (129,6&).

Si fanno meno figli - Secondo il dossier l'Italia è più anziana soprattutto perchè fa meno figli: la fecondità delle donne ha infatti interrotto il ciclo crescente osservato dopo il 1995 (anno in cui con 1,19 figli per donna era stato toccato il punto minimo) e nel 2009 si attesta all'1,41 (nel 2008 era 1,42).
All'interno dell'Unione europea a 27 Paesi (dati 2008) l'Italia è tra gli ultimi posti, comunque seguita da Germania (1,38), Portogallo (1,37) e da alcuni paesi dell'Est. Le donne diventano inoltre madri più tardi: 31,1 anni è l'età media del primo parto, il valore più alto dell'Ue a 27.

Prosegue poi, nel 2009, il calo dei matrimoni: con circa 16 mila matrimoni in meno celebrati (230.859), il tasso di nuzialità scende dal 4,1 al 3,8 per mille. Il matrimonio religioso resta il più diffuso (62,5%, soprattutto al Sud), ma aumenta quello civile.

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