28 marzo 2020
Aggiornato 19:00
Direzione PDL

Bocchino: ddl prostituzione fermo, immaginiamo perché

Il capogruppo finiano: «A Schifani-Berselli non piace l'idea di normativa anticorruzione»

ROMA - «Il governo è fermo al palo», oggi sono scadute le cinque settimane che l'esecutivo si era dato per la realizzazione di quel programma e «ricominciare da capo sui 5 punti rischia di essere un teatrino della politica: se Berlusconi vuole andare avanti e governare il Paese i nostri voti ci sono». Lo dice il capogruppo di Futuro e libertà alla Camera, Italo Bocchino.
Se invece, aggiunge l'esponente finiano, il premier «non è in condizione di governare il Paese perché Bossi non gli fa fare il piano per il Sud, Tremonti la riforma fiscale, il ddl anticorruzione Schifani e Berselli non lo tirano fuori dai cassetti perchè non gli piace l'idea che ci sia una normativa anticorruzione, il ddl approvato all'unanimità dal governo contro la prostituzione è chiuso da due anni nei cassetti e per ragioni che tutti noi possiamo immaginare e nessuno lo vuole tirare fuori», allora Fli «in questa palude non ci vuole stare».
Bocchino propone invece: «Stabiliamo tempi e modi per approvare il ddl anticorruzione e sulla prostituzione, sto parlando di due provvedimenti approvati all'unanimità dal governo Berlusconi, quindi nulla contro Berlusconi: sono più berlusconiano di loro visto che voglio approvare due cose che loro hanno fatto».

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