15 novembre 2019
Aggiornato 18:00
Banche | Ior

Gotti Tedeschi: l'accusa di riciclaggio è nata da un equivoco

Il Presidente dell'istituto vaticano: «Siamo impegnati al conseguimento della massima trasparenza»

ROMA - L'accusa di riciclaggio allo Ior è nata da «una serie sfortunata di coincidenze ha creato un equivoco su un'operazione», secondo il presidente dell'istituto vaticano, Ettore Gotti Tedeschi.
«Lo Stato italiano, la Banca d'Italia e la procura di Roma hanno fatto il loro dovere», afferma il banchiera in un'intervista al numero di Panorama in edicola domani. «Mi amareggia solo che l'infortunio sia avvenuto proprio mentre io e il direttore generale Paolo Cipriani, un professionista di esemplari capacità, siamo impegnati, con le autorità preposte, al conseguimento della massima trasparenza in ottemperanza a quanto disposto dalla Segreteria di stato».

La Santa sede, riconosce Gotti Tedeschi, era rimasta fuori dagli accordi internazionali sulla trasparenza e contro il riciclaggio: «Ma ultimamente ci siamo resi conto che era prioritario superare questo ostacolo. Abbiamo incaricato la più grande società di revisione al mondo, Deloitte, di rivedere tutte le procedure; abbiamo lavorato con Bankitalia, in assoluta e totale cooperazione a tutti i livelli; abbiamo avviato contatti a Parigi con l'Ocse e con il Gruppo di azione finanziaria contro il riciclaggio di denaro. In pochi mesi s'è trovata un'intesa con cinque banche italiane. Purtroppo agli inizi di settembre una serie sfortunata di coincidenze ha creato un equivoco su un'operazione», che secondo il banchiere «è stato un trasferimento da conto Ior a conto Ior, una semplice operazione di tesoreria. Quanto di più lontano da un sospetto di riciclaggio».