15 luglio 2024
Aggiornato 16:00
Domani il Cda

Rai, polemica su Masi per nuova tornata nomine

Via Mineo, Petruni a Raidue. Vertici in Vigilanza. Dura anche l'opposizione in Parlamento che invita i dirigenti ad un ripensamento

ROMA - Lo stato di avanzamento del piano industriale e le nomine, una decina in tutto. Questo l'ordine del giorno del Cda di domani, nel quale il Dg Mauro Masi porterà un corposo pacchetto di nuove direzioni sulle quali si scatena l'opposizione, in primis quella in Cda.

Confermato, nelle indicazioni fornite ai consiglieri in vista del Consiglio di domani, il cambio alla direzione di Rainews, dove a Corradino Mineo, destinato a Gr Parlamento, dovrebbe subentrare Franco Ferraro di Sky Tg24, gradito alla Lega. Cambio di peso anche a Raidue, dove Massimo Liofredi, che andrebbe ai Diritti sportivi, verrebbe sostituito da Susanna Petruni, attuale vice di Minzolini al Tg1. E poi Rai educational, con l'arrivo di Silvia Calandrelli e Rai Parlamento con Gianni Scipione Rossi. Pianificazione e Finanza, dove è previsto Giuseppe Pasciucco, una vice direzione del Tg1 (che andrebbe a Fabio Massimo Rocchi) e due vice direzioni di Rai uno (Maria Teresa Fiore e Gianvito Lomaglio, vicario). Rinvio invece per Raiway e per i canali Digitali (Raiquattro, Rai ragazzi e Raicinque).

Una mega tornata di nomine già criticata ieri da Nino Rizzo Nervo che oggi, in una nota congiunta con l'altro consigliere di minoranza Giorgio Van Straten, attacca di nuovo: quelle del Dg sono «proposte inaccettabili» che se confermate configurerebbero «l'occupazione delle testate giornalistiche da parte della maggioranza con la nomina di un giornalista esterno a Rai News; si completerà, in ritardo, lo schema voluto dal Presidente del Consiglio, con la sostituzione di Liofredi a Rai Due e la nomina al suo posto di Susanna Petruni; si esporrà l'azienda al rischio, se non alla certezza, di un'ulteriore sconfitta in tribunale, indicando Corradino Mineo per la direzione di una testata marginale e sicuramente non equivalente a Rai News come Gr Parlamento. Se non si terranno in alcun conto le nostre obiezioni, si respingerà il nostro consiglio di una pausa di riflessione, anche alla luce dell'esito del reclamo sulla vicenda Ruffini, e si procederà a nomine che ignorano i precedenti e gli interessi dell'azienda, si andrà a uno scontro frontale e durissimo nel consiglio di amministrazione di domani».

Dura anche l'opposizione in Parlamento, che invita i vertici ad un ripensamento altrimenti, ironizza Marco Beltrandi dei Radicali, «la prossima audizione del Cda si terrà davanti alla Corte dei Conti». Per Pancho Pardi, Idv, con la nuova tornata «si premiano gli amici in barba ai conti» mentre Paolo Gentiloni, responsabile comunicazioni del Pd, accusa il Dg Masi per «l'indefesso lavoro contro la Rai» e perché «pensa di chiudere la stagione con un grappolo di nomine che insegue gli appetiti del centrodestra e danneggia la Rai sul piano economico e del pluralismo». L'auspicio è che «domani prima la Vigilanza e poi il Cda evitino questo ulteriore e desolante danno aziendale». Prima del Consiglio, previsto in mattinata, i vertici Rai sono convocati infatti in Vigilanza per l'audizione inizialmente prevista oggi e poi slittata per le votazioni del Parlamento sul Csm e altri impegni dei parlamentari. Con un'incognita, legata all'orario di convocazione dell'Aula del Senato, alle 9, che renderebbe i tempi dell'audizione troppo stretti. Alla Vigilanza si appellano anche il sindacato dei giornalisti Usigrai «affinché chieda conto domani in audizione a Masi dell'ennesima infornata di nomine che sembrano dettate da motivazioni tutt'altro che editoriali» e il Cdr di Rainews, che chiede alla Commissione di richiamare «ai suoi doveri il Direttore generale della Rai» circa «l'impegno» per la valorizzazione e il rilancio di Rainews» specie di fronte «l'aggravante di ipotizzare una nomina dall'esterno mentre all'interno si chiede di stringere la cinghia per problemi di bilancio».