23 gennaio 2020
Aggiornato 04:00
Il caso P3

Verdini lascia la «sua» banca e va dai PM

Dimissioni «irrevocabili» dalla Presidenza del Credito cooperativo fiorentino

ROMA - Denis Verdini, dimessosi dalla «sua» banca, è andato in procura per essere interrogato sulla vicenda della cosiddetta 'P3'. «Voglio usare bene questo momento»: ha detto l'onorevole Verdini prima di fare il suo ingresso nell'ufficio del procuratore aggiunto della procura di Roma Giancarlo Capaldo. Il coordinatore del Pdl poche ore prima aveva annunciato «dimissioni irrevocabili» dalla presidenza del Credito Cooperativo Fiorentino per mettere al riparo la banca dalla «tempesta mediatica e giudiziaria» che lo ha coinvolto.

Attorno alle 23 erano oltre le 8 ore d'interrogatorio già passate, nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta P3, nella quale Verdini è indagato per corruzione e violazione della legge Anselmi. L'esponente del Pdl è assistito dagli avvocati Marco Rocchi e Franco Coppi.
Le accuse ipotizzate a carico di Verdini riguardano l'appoggio che avrebbe dato al comitato d'affari che faceva riferimento all'imprenditore Flavio Carboni, che nelle scorse settimane è stato arrestato. Le vicende che legano Verdini e il gruppo di Carboni riguardano sia appalti da affidare per gli impianti dell'energia eolica che presunte pressioni su organi della magistratura per orientare il giudizio della Corte Costituzionale rispetto al Lodo Alfano.

Alcuni degli incontri tra Carboni , gli altri aderenti alla presunta P3 sarebbero avvenuti anche nella residenza romana di Verdini.