20 maggio 2019
Aggiornato 10:00
Inchiesta «P3»

Cappellacci: ho agito nel rispetto della Sardegna

Per il Presidente della Regione oltre sei ore di interrogatorio in Procura a Roma. L'assessore campano Sica conferma: «Voci diffamatorie su Caldoro»

ROMA - Il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, ha detto di aver sempre agito nel rispetto della Sardegna nel corso dell'interrogatorio reso agli inquirenti della Procura di Roma che indagano sulla cosiddetta P3 e sugli appalti sull'eolico. «Sono contento di aver potuto trasferire a chi indaga il risultato finale di un percorso virtuoso frutto di un processo ampio e articolato di cui c'è evidenza negli atti amministrativi» ha detto il governatore, interrogato per oltre sei ore.

6 ORE DI INTERROGATORIO - Cappellacci ha fornito una sua ricostruzione dei fatti - ha spiegato un investigatore - e adesso bisogna fare delle verifiche. Da parte sua il governatore, che è indagato per concorso in corruzione e abuso d'ufficio, per aver contribuito alla nomina dell'ex responsabile dell'Arpas, Ignazio Farris - che secondo l'accusa era vicino a Flavio Carboni - ha spiegato: «La cosa che più mi dispiace? Qualunque cittadino che finisce in una cronaca giudiziaria subisce un danno. Penso di non aver meritato questo dispiacere». A chi gli chiede se non pensa di aver concesso troppo a Carboni, Cappellacci risponde: «Sono cortese con tutti. Ma un conto è prestare ascolto e altra cosa è fare atti amministrativi».
Dopo oltre 6 ore di interrogatorio, a rispondere alle domande del pm Rodolfo Maria Sabelli e dell'aggiunto Giancarlo Capaldo, il governatore è apparso comunque disteso, capace di una battuta. In compagnia del suo difensore romano, l'avvocato Alessandro Diddi, ha precisato: «Per me non c'è stata nessuna ulteriore contestazione. Ritengo di aver chiarito la mia posizione e la bontà del mio operato».

INTERROGATO SICA - Ieri è stato interrogato anche l'ex assessore regionale all'avvocatura, Ernesto Sica, che ha ammesso di essere venuto a conoscenza delle voci diffamatorie diffuse su Stefano Caldoro, ma di considerarle un tiro basso di natura politica, un gossip, e che lui non nutriva «nulla di personale» verso l'attuale governatore della Campania. Sica si è spiegato, sottolineando che l'azione nei confronti di Caldoro, riguardo a presunte e false voci su sue frequentazione con trans, «era in un periodo pre-elettorale» quando insomma si doveva decidere ancora il candidato del centrodestra in Campania, quando c'era anche la possibilità che lui stesso, Sica, venisse designato. L'ex assessore ha poi ribadito che quando alla fine, da Roma, è stata fatta la scelta, lui ha sostenuto Caldoro senza tentennamenti e convogliando sull'attuale governatore tutto il suo consenso.