18 settembre 2020
Aggiornato 19:30
Editoriale

Gelmini: sì al sei politico per la maturità

Il ministro boccia se stessa e il rigore. Siete d’accordo?

ROMA - Il via libera al sei politico per l’ ammissione all’esame di maturità è arrivato dalle poltroncine in finta pelle di Porta a Porta. Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha scelto il palcoscenico di Bruno Vespa per bocciare se stessa e l’ordinanza n° 44 emanata il 5 maggio scorso dal dicastero che dirige, attraverso il quale che aveva imposto il 6 in tutte le materie per essere ammessi agli esami di maturità.
Contrordine compagni, ha di fatto detto il ministro a Porta a Porta, «con un 5 non si boccia nessuno».
Per il 62 per cento dei maturandi che le stime davano a rischio di non ammissione è stato come essere graziati per via televisiva da un «tana libera tutti». Per la scuola italiana, invece si è trattato dell’ultimo colpo, dopo gli innumerevoli del passato, alla sua credibilità.

Il ministro ha poi cercato di metterci una pezza passando la palla ai consigli di istituto: «L’applicazione delle nuove regole deve essere accompagnata dal buon senso», ha precisato sotto lo sguardo sornione di Vespa.
Insomma la Gelmini, nel rispetto dell’autonomia degli esaminatori, ha invitato quest’ultimi ad applicare «con senso di responsabilità» l’ordinanza che lei stessa aveva emesso togliendo il sonno a migliaia di studenti.
Di fronte al dietro fronte del ministro è lecito chiedersi: il richiamo odierno al senso di responsabilità degli esaminatori che cosa ci deve indurre a pensare, che l’ordinanza ministeriale non ne fosse provvista a sufficienza?

Il richiamo al rigore del ministero di poche settimane fa, era dettato da una voglia di ripristinare una astratta autorità o era il segno che da parte di chi ha in mano le sorti dell’istruzione era stata assunta la consapevolezza che il Paese, per reggere l’urto dei cambiamenti geopolitici, ha l’impellenza di presentarsi sulla scena mondiale con un bagaglio di saperi ben più consistente di quelli che oggi l’insegnamento italiano mette a disposizione dei cittadini del domani?
L’eliminazione del 6 politico era o non era dunque un messaggio preciso e responsabile da sottoporre ai giovani per indurli a prendere coscienza di ciò che li aspetterà quando lasceranno i banchi di scuola?

Purtroppo alla bussola della scuola, che ci ha illuso per poco di avere riacquistato il senso dell’orientamento, sono bastate poche settimane per tornare ad oscillare senza meta sotto la spinta di campi magnetici schizoidi che trovano una loro giustificazione solo nel timore di dover pagare un prezzo al consenso degli elettori.
Per di più ora i 5 in pagella ( ma forse anche i 4) ridiventeranno un 6 secondo valutazioni che dipenderanno da liceo a liceo, da esaminatore ad esaminatore, seguendo le stesse regole che comandano il cammino della pallina all’interno di una roulette.

Siete d’accordo che il ministro, avendo ritenuta giusta l’abolizione del 6 politico non avrebbe poi dovuto, in qualche modo, lavarsene le mani rinviando tutto all’arbitrio degli esaminatori? Non siete d’accordo? Parliamone nel Diario del Web.